Carabinieri: smantellata organizzazione criminale e scoperto un arsenale

Diciassette misure cautelari eseguite, un’organizzazione criminale smantellata nel quartiere di Arghillà e un arsenale da guerra scoperto tra l’Aspromonte e la Locride. È il bilancio di due importanti operazioni condotte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che confermano l’azione costante dell’Arma nel contrasto alla criminalità diffusa e organizzata sul territorio.
Nella mattinata del 20 gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, con il supporto del 14º Battaglione Carabinieri Calabria di Vibo Valentia e della Stazione di Senago (Milano), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria il 7 gennaio, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette indagati e gli arresti domiciliari per altri dieci, ritenuti responsabili, a vario titolo, di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata e detenzione e porto abusivo di armi.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025, è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, con il supporto della Stazione di Reggio Calabria–Catona, sotto il costante coordinamento della Procura. L’attività investigativa ha consentito di disvelare l’esistenza di un’organizzazione criminale radicata nel quartiere di Arghillà, dedita sistematicamente ai reati contro il patrimonio.
Secondo quanto ricostruito dal GIP, il sodalizio operava seguendo uno schema collaudato e ripetuto nel tempo. I veicoli venivano individuati nelle vie cittadine, rubati e trasferiti rapidamente ad Arghillà, dove erano sottoposti a una velocissima e professionale attività di “cannibalizzazione”, con la successiva immissione delle parti di ricambio nel mercato illecito. In almeno due episodi è stato documentato il cosiddetto “cavallo di ritorno”, con condotte estorsive finalizzate a costringere i proprietari a pagare per riottenere i mezzi sottratti.
L’ordinanza evidenzia anche come gli indagati adottassero sofisticate contromisure per eludere i controlli, informandosi reciprocamente sulla presenza delle forze dell’ordine nel quartiere. Particolarmente allarmante, per il GIP, la continuità dell’azione criminale, posta in essere con cadenza pressoché quotidiana, senza interruzioni, anche durante le festività natalizie, in orari sia notturni sia diurni. Tra gli episodi accertati figurano anche furti ai danni di veicoli parcheggiati presso strutture ospedaliere e, in un caso, ai danni di una troupe televisiva impegnata in un servizio giornalistico proprio ad Arghillà.
Non solo sicurezza, ma anche ambiente. La costante cannibalizzazione dei veicoli ha infatti determinato la creazione di una vera e propria discarica abusiva di carcasse d’auto a cielo aperto, con un impatto significativo in un’area ad alta densità abitativa. Nel corso delle attività di riscontro sono state rinvenute numerose autovetture rubate, ingenti quantitativi di parti di ricambio e diverse armi, tutte sottoposte a sequestro. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e il quadro indiziario resta suscettibile di ulteriori valutazioni nelle successive fasi di giudizio.
Parallelamente, un’altra importante operazione ha portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale da guerra tra le zone impervie dell’Aspromonte e la Locride. I Carabinieri della Compagnia di Bianco, nell’ambito di un ampio servizio di controllo del territorio, hanno individuato nel Comune di Caraffa del Bianco un deposito occultato in un’area isolata e difficilmente accessibile.
Determinante è stato l’intervento dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, reparto d’élite specializzato nelle ricerche in ambienti impervi. Durante una perlustrazione, i militari hanno scoperto un fusto in plastica nascosto tra le pietre di un muro di contenimento, al cui interno era custodito un arsenale composto da un fucile d’assalto tipo Kalashnikov con munizioni calibro 7.62×39, un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola abrasa, una doppietta, tre bombe anticarro M-60 e tre razzi anticarro.
Considerata l’elevata pericolosità del materiale esplodente, è stato necessario l’intervento degli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale di Reggio Calabria. L’area è stata isolata e messa in sicurezza, mentre gli ordigni sono stati fatti brillare sul posto, secondo le procedure previste, al termine di un’operazione durata diverse ore.
Le successive perlustrazioni hanno consentito di estendere i controlli anche a fabbricati rurali e casolari abbandonati, dove sono stati rinvenuti altri quattro fucili e una pistola Smith & Wesson, con relativo munizionamento. Un sequestro rilevante che ha permesso di sottrarre alla criminalità un ingente quantitativo di armi ed esplosivi, potenzialmente destinati a gravi fatti di sangue o azioni intimidatorie.
Le due operazioni rappresentano un segnale forte e concreto della presenza costante dell’Arma dei Carabinieri sul territorio reggino, capace di intervenire con efficacia sia nei contesti urbani più complessi sia nelle aree impervie dell’entroterra aspromontano.




