Gioiosa Ionica: “Predicare legalità non basta se il Consiglio viene svuotato”

Dal Gruppo Consiliare di Minoranza Costruire Insieme
La maggioranza continua a richiamare i cittadini al rispetto delle regole, alla legalità e al dovere di pagare le tasse senza “inventare scuse”. Parole che, però, risultano sempre più vuote se confrontate con i comportamenti della stessa amministrazione comunale, che per prima non rispetta il Regolamento del Consiglio Comunale.
Da mesi i consiglieri di minoranza attendono risposte a interpellanze regolarmente presentate, nonostante siano abbondantemente trascorsi i termini previsti dal regolamento e nonostante si siano già svolte diverse sedute di Consiglio Comunale senza che tali atti siano stati trattati.
Ci riferiamo, nello specifico:
- all’interpellanza sulla mancata partecipazione a un bando regionale per gli investimenti;
- all’interpellanza relativa alla revoca di un contributo;
- all’interpellanza riguardante il rione Giardini, sempre più abbandonato e in evidente contrasto con quanto dichiarato nel programma elettorale della maggioranza.
Ricordiamo che l’art. 24 del Regolamento Comunale stabilisce in modo chiaro che:
- l’interpellanza è una domanda scritta rivolta al Presidente del Consiglio, al Sindaco o alla Giunta per conoscere i motivi dell’azione amministrativa o gli intendimenti su un determinato argomento;
- deve essere iscritta all’ordine del giorno della prima seduta consiliare utile, secondo l’ordine di presentazione;
- in ogni seduta devono essere trattate tutte le interpellanze pervenute prima della convocazione del Consiglio Comunale.
Norme chiare e inequivocabili, che tuttavia vengono sistematicamente disattese.
Ancora più grave è la mancata convocazione del Consiglio Comunale entro i termini previsti per la discussione delle mozioni, nonostante siano trascorsi oltre trenta giorni dalla loro presentazione. Tra queste ricordiamo la mozione sulla mancata approvazione del Piano di Assestamento Forestale, una situazione che sta causando anche una perdita economica per le casse comunali.
Anche in questo caso il regolamento non lascia spazio a interpretazioni: l’art. 27, comma 6, stabilisce che “la discussione della mozione ha comunque luogo non oltre trenta giorni dalla sua presentazione, nella prima seduta consiliare successiva”. Un obbligo che l’amministrazione ha scelto di ignorare.
Di fronte a questi fatti, appare quantomeno contraddittorio continuare a parlare di legalità e rispetto delle regole, arrivando persino ad accusare la minoranza di non conoscere il funzionamento della macchina amministrativa.
La minoranza le regole le conosce, le studia, le legge e le rispetta. Proprio per questo le richiama, difendendo il ruolo del Consiglio Comunale come luogo di confronto democratico e di controllo politico.
Al contrario, la maggioranza evita sistematicamente il confronto politico e istituzionale sui ritardi e sulle violazioni puntualmente evidenziate, preferendo rifugiarsi nell’autocelebrazione delle opere – spesso comuni a molti enti grazie ai fondi PNRR – senza assumersi la responsabilità politica di mancanze e ritardi.
Questo non è rispetto delle regole.
Non è trasparenza.
Non è democrazia.
È esattamente il contrario.
Eludere il confronto consiliare non è un disguido, ma una precisa scelta politica che indebolisce la democrazia locale e svuota il Consiglio Comunale delle sue funzioni.
A questo modo di amministrare, il Gruppo Consiliare di Minoranza Costruire Insieme continuerà a opporre un’azione seria, coerente e documentata, nell’interesse esclusivo della comunità.




