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Costruire Insieme: San Rocco, il 27 gennaio e il dovere di non restare in silenzio

Dal Gruppo Consiliare Costruire Insieme

Ci sono momenti in cui una comunità ha il dovere di parlare con voce chiara, ferma e rispettosa.
Quando sono in gioco la fede, la storia e l’identità di un popolo, il silenzio non può essere una risposta.
Per questo il Gruppo Consiliare Costruire Insieme ha ritenuto necessario agire su più livelli istituzionali per tutelare una tradizione che appartiene a tutta Gioiosa Ionica: la celebrazione di San Rocco il 27 gennaio, Giorno del Miracolo.
Nei giorni scorsi abbiamo formalmente inviato una lettera a Sua Eccellenza Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, e per conoscenza al Sindaco di Gioiosa Ionica, dott. Luca Ritorto, chiedendo che venisse valutata favorevolmente, anche per quest’anno, la celebrazione religiosa e la tradizionale processione del 27 gennaio, in occasione del 174º anniversario del miracolo di San Rocco (1852–2026).
A oggi, non avendo ricevuto alcun riscontro ufficiale, e ritenendo che una questione così sentita non possa restare sospesa, una delegazione del nostro gruppo consiliare si è recata direttamente dal Sindaco per un confronto istituzionale serio e responsabile.
L’incontro ha avuto un obiettivo preciso: sollecitare un’immediata interlocuzione con il Vescovo, affinché si possa aprire un dialogo chiaro, rispettoso e tempestivo su una ricorrenza che non è una semplice festa, ma un pilastro della memoria storica e della fede gioiosana.
Il 27 gennaio 1852 San Rocco, secondo la tradizione tramandata dalla comunità, liberò Gioiosa Ionica dalla peste. Da allora quella data rappresenta un segno di protezione e di affidamento, un momento che ha attraversato generazioni, mantenendo viva la devozione al Santo Patrono.
Oggi, mentre il popolo gioiosano sta compiendo con serietà e fede il percorso di preparazione religiosa, grazie all’impegno dei sacerdoti e alla novena che precede il Giorno del Miracolo, riteniamo ancora più doveroso che le istituzioni – civili ed ecclesiastiche – sappiano ascoltare questo sentire profondo.
Come gruppo consiliare abbiamo ribadito la necessità di lavorare in tempi brevi e con spirito di collaborazione, affinché questa celebrazione possa svolgersi come è sempre avvenuto nella storia di Gioiosa Ionica, nel rispetto delle regole, delle competenze e delle autorità, consapevoli che l’unica dolorosa eccezione è stata la mancata celebrazione dello scorso anno.
Difendere le tradizioni legate alla fede non significa fare pressione sulla Chiesa, ma chiedere attenzione pastorale.
Non significa creare divisioni, ma rafforzare il senso di comunità.
Non significa guardare indietro, ma custodire ciò che ci tiene uniti oggi.
Una comunità che smette di custodire le proprie tradizioni religiose rischia di perdere, poco alla volta, anche la propria anima.
E Gioiosa Ionica non può permettersi di perdere ciò che la rende tale.
Per questo continueremo a seguire questa vicenda con rispetto, fermezza e senso di responsabilità, confidando che il dialogo possa aprirsi e che venga data una risposta a una richiesta che nasce dal basso, dal popolo, dalla fede vissuta.
San Rocco non è solo una ricorrenza: è parte della nostra storia, della nostra identità, della nostra vita comunitaria.

Redazione

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