“Ricorda sempre”: la poesia che ci chiede di restare umani

In occasione della Giornata della Memoria, la poetessa Luisa Totino ha donato un testo che non è soltanto un componimento poetico, ma un invito pressante, quasi un appello civile: ricordare. Un verbo semplice, ripetuto come un respiro, come un monito che attraversa i decenni e si posa sulle nostre coscienze.
La poesia si apre con un richiamo diretto, quasi un dialogo: “uomo, ricorda sempre quello che è stato”. Totino non cerca giri di parole. Va al cuore della questione: la memoria non è un esercizio retorico, ma un dovere. Perché ciò che è accaduto – l’orrore della disumanizzazione, la riduzione dell’altro a scarto, la dignità dissolta nel fumo – non può essere relegato al passato come un capitolo chiuso. È una ferita che continua a parlare.
Nel suo testo, la poetessa ripercorre simbolicamente il momento in cui l’umanità “toccò il fondo”, quando l’appartenenza a un popolo divenne condanna e vergogna, quando la persona smise di essere tale e il fratello fu trasformato in un peso da eliminare. Totino non descrive, evoca. E nell’evocazione affiora la responsabilità collettiva: ciò che è accaduto non fu un incidente della storia, ma il risultato di un potere fondato sulla negazione dell’altro.
La poesia, però, non si ferma alla denuncia. Si apre a un presente che chiede vigilanza. Il passato, scrive Totino, è un monito affinché il nostro tempo non diventi “vuoto”, non si trasformi in un’eco di odio o sopraffazione. La memoria, dunque, non è solo ricordo: è scelta quotidiana, è impegno a costruire un’umanità capace di pace, collaborazione, rispetto. Per crescere non serve umiliare, ammonisce la poetessa; serve invece “promuovere, comunicare il bene”, costruire giornate più serene.
Nella parte finale, il testo assume un tono quasi profetico. Totino avverte che tutto può tornare, che i segnali di un passato che credevamo sepolto sono già visibili. Ma allo stesso tempo apre uno spiraglio: abbiamo ancora una possibilità. Una possibilità per non cadere nella banalità del male, per non archiviare la nostra stessa umanità “in un cassetto”.
L’ultimo verso è forse il più potente: non siamo propaganda, ma storia viva. Una storia che si tramanda e che deve essere consegnata alle nuove generazioni con la stessa cura con cui si affida un’eredità preziosa.
Con Ricorda sempre, Luisa Totino ci consegna una poesia che è insieme memoria, ammonimento e speranza. Un testo che non chiede di essere semplicemente letto, ma ascoltato. Perché ricordare non è guardare indietro: è scegliere chi vogliamo essere oggi.
Buona lettura.
Ricorda sempre
Ricorda sempre,
uomo,
quello che è stato,
perché niente
deve essere scordato.
Ricorda sempre
che in un momento
della storia
l’umanità ha toccato il fondo,
riducendo l’altro
a scarto del mondo.
La dignità
finì nel fumo,
l’appartenenza ad un popolo
divenne condanna,
abominio e vergogna,
un’atroce gogna.
Ricorda sempre
che in un tempo
che fu la persona
perse la sua umanità,
annullò il fratello,
oramai fardello,
per un potere
fondato sul flagello,
perché non si era più
sullo stesso livello.
Ricorda sempre
che il passato è un monito,
affinché il nostro presente
non diventi vuoto,
non diventi un’eco di odio,
di sopraffazione e negazione,
ma un’opportunità
di evolverci come individui
desiderosi di pace
e collaborazione,
perché per diventare più grandi
non serve umiliare e asservire,
ma amare, promuovere,
comunicare il bene
e costruire giornate
più serene.
Ricorda sempre, uomo,
che tutto può tornare
da un momento all’altro
e già quasi ci siamo,
ma diamoci ancora
una possibilità,
per non cadere nella banalità,
perché ognuno di noi
è un progetto, che non abbiamo ancora
del tutto letto,
non gettiamolo in un cassetto.
Ricorda sempre che non siamo
propaganda, ma storia viva
che si tramanda
e alle nuove generazioni
raccomanda.




