La CGIL Calabria tra rinnovamento e impegno per il lavoro e il territorio

La CGIL Calabria rafforza la propria azione sindacale tra rinnovamento della rappresentanza e impegno concreto sui grandi temi sociali e ambientali che attraversano il Mezzogiorno. Dall’elezione del nuovo segretario generale della FLC regionale fino alla presa di posizione unitaria dell’Assemblea generale CGIL sull’emergenza maltempo, emerge una linea chiara: difesa del lavoro, dei diritti e dei territori fragili.
L’assemblea della FLC CGIL Calabria ha eletto all’unanimità Alfonso Marcuzzo nuovo Segretario Generale, segnando un passaggio di testimone nel segno della continuità e della responsabilità collettiva. Marcuzzo succede a Domenico Denaro, al quale ha rivolto un ringraziamento sentito per l’impegno e la dedizione profusi in anni di guida della categoria della conoscenza. «Assumere questo ruolo – ha spiegato – significa esercitare una responsabilità politica collettiva in una fase storica che rappresenta una vera svolta».
Al suo fianco opererà una segreteria regionale composta da Carmen Aiello, Ivan Caroleo, Grace D’Agata e Amelia Rovella, chiamata a tradurre in azione sindacale la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori di scuola, università, ricerca e alta formazione, in un contesto nazionale e internazionale segnato da profonde trasformazioni. Nel suo intervento programmatico, Marcuzzo ha ribadito che la difesa del lavoro non può essere separata dalla difesa della pace, della democrazia e dei valori costituzionali, esprimendo forte preoccupazione per riforme che rischiano di svuotare l’autonomia delle istituzioni e comprimere diritti acquisiti. Confermata anche la posizione critica sul rinnovo del contratto nazionale, non firmato perché giudicato iniquo sul piano salariale e incapace di proteggere dall’inflazione reale.
Il nuovo mandato punterà con decisione sulla formazione delle RSU, considerate il primo presidio di contrattazione e consapevolezza nei luoghi di lavoro, e su un confronto strutturato con la nuova Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale. La Calabria, ha sottolineato Marcuzzo, non può più essere terra di sacrificio, ma deve tornare a essere spazio di investimento, superando povertà educativa e precarietà. Il nuovo corso della FLC CGIL Calabria si apre così nel segno del “noi”, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sindacale in ogni territorio e settore della conoscenza.
Parallelamente, l’Assemblea generale della CGIL, riunita a Roma, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno delle popolazioni di Sicilia, Calabria e Sardegna colpite dal ciclone Harry, denunciando la vulnerabilità strutturale di territori segnati da dissesto idrogeologico, carenze infrastrutturali e fragilità sociali. Se non ci sono state vittime, si legge nel documento, è grazie ai sistemi di allerta e al lavoro fondamentale dei lavoratori pubblici e dei volontari.
La CGIL sottolinea come gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti, colpiscano soprattutto le aree già fragili del Paese, amplificando le disuguaglianze e gli effetti sulle comunità locali. Una devastazione che, secondo il sindacato, poteva essere contenuta con politiche serie di prevenzione, manutenzione del territorio e infrastrutturazione, come dimostrano episodi emblematici quali la frana di Niscemi. Durissima la critica alle risposte del Governo: stanziamenti giudicati del tutto insufficienti, pari a 100 milioni di euro a fronte di danni stimati in circa 3 miliardi, e assenza di misure strutturali e di sostegno al reddito per lavoratori di settori come agricoltura e turismo.
L’ordine del giorno rivendica con forza un piano strutturale di investimenti pubblici per il Mezzogiorno, orientato alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela ambientale, alla creazione di lavoro stabile e di qualità e al rafforzamento dei servizi pubblici. L’Assemblea generale CGIL esprime piena solidarietà alle popolazioni colpite e impegna il sindacato, a tutti i livelli, a sostenere le vertenze territoriali, monitorare l’uso delle risorse e promuovere mobilitazioni per garantire diritti, sicurezza e sviluppo sostenibile, facendo della giustizia climatica, sociale e territoriale una priorità dell’azione sindacale.




