Il focus di Tilde Minasi su legalità, sviluppo e tutela del Mezzogiorno

Un’attività parlamentare intensa, che spazia dalla tutela delle professioni alla gestione delle emergenze, dalla difesa dei territori alle grandi infrastrutture strategiche per il Mezzogiorno. È il filo conduttore che unisce le ultime iniziative e prese di posizione della senatrice della Lega Tilde Minasi, protagonista negli scorsi giorni di interventi su temi sociali, istituzionali e politici di primo piano.
In occasione della Giornata mondiale della scrittura a mano, la senatrice ha acceso i riflettori su un gesto solo apparentemente semplice ma dal profondo valore culturale e formativo. «La scrittura a mano educa alla cura delle parole, all’ordine del pensiero e alla responsabilità di ciò che comunichiamo», ha sottolineato Minasi, richiamando l’attenzione sull’importanza di continuare a coltivarla in un’epoca dominata da tastiere e schermi. Da qui l’impegno concreto sul fronte legislativo: è attualmente in esame in Senato il suo Disegno di legge per l’istituzione dell’Ordine e dell’Albo professionale dei grafologi, una figura che opera in ambiti delicati, anche giudiziari. Il DDL definisce competenze, ambiti di applicazione, requisiti di accesso e prevede presìdi di affidabilità come il codice deontologico, il segreto professionale e un sistema di sanzioni disciplinari. «Dove cresce il rilievo sociale e giuridico di una competenza, deve crescere anche la tutela pubblica», ha rimarcato la senatrice, annunciando che il testo sarà a breve calendarizzato in Aula.
Sul fronte dell’emergenza climatica, Minasi è intervenuta dopo i gravi danni causati dal ciclone che ha colpito la Calabria, annunciando un confronto diretto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. «Il Ministro verrà presto sul territorio per incontrare la popolazione colpita e ha già annunciato che chiederà al Consiglio dei Ministri un miliardo di euro per i primi interventi», ha dichiarato, ribadendo la necessità di risposte rapide e concrete per le famiglie duramente colpite. «Situazioni del genere ci chiamano ad agire tempestivamente, senza lasciare nessuno solo», ha aggiunto.
Toni netti anche sulla vicenda di Arghillà, dove la senatrice ha replicato alle accuse mosse dall’assessore comunale Brunetti, respingendo con decisione quella che definisce una narrazione strumentale. «Basta propaganda: la città merita verità e interventi certi», ha affermato, ricostruendo dati e passaggi storici che, a suo dire, smentiscono l’attribuzione di responsabilità alla giunta di cui fece parte nei primi anni 2000. Minasi ha rivendicato l’avvio di una delocalizzazione programmata e accompagnata da politiche sociali, ricordando l’assunzione di assistenti sociali, i progetti per i minori, l’assistenza sanitaria e la bonifica dell’ex caserma 208. Ha poi puntato il dito contro la gestione attuale dei fondi PINQuA, fornendo numeri dettagliati sui finanziamenti PNRR ridotti e sull’avanzamento dei lavori fermo all’1%, e chiedendo una cabina di regia stabile tra istituzioni. «Arghillà ha bisogno di presenza dello Stato, non di slogan», ha concluso.
A Rivisondoli, intervenendo alla tre giorni della Lega Le idee in movimento, Minasi ha rilanciato con forza il tema del Ponte sullo Stretto, definendolo «il riscatto del Sud» e «una scelta di visione, non una semplice infrastruttura». Secondo la senatrice, l’opera rappresenta una leva decisiva di sviluppo, lavoro e attrattività per l’intera area dello Stretto, con ricadute economiche, occupazionali e logistiche di rilievo anche internazionale. «Non si tratta di accorciare solo distanze geografiche, ma di rendere il Sud più connesso e competitivo», ha spiegato, respingendo i veti ideologici e rivendicando il cambio di passo impresso dal ministro Salvini. Nel suo intervento ha toccato anche il tema della giustizia, ribadendo la necessità della separazione delle carriere come riforma di equilibrio e garanzia.
Infine, Minasi ha commentato con soddisfazione l’assoluzione in appello dei due finanzieri coinvolti nel procedimento per il naufragio del veliero Heaven a Praialonga, definendola «un’ottima notizia che ristabilisce la verità dei fatti». «Uomini dello Stato che lavorano per salvare vite vanno ringraziati, non condannati», ha dichiarato, ricordando il coraggio dimostrato durante i soccorsi e criticando duramente la condanna di primo grado. «Chi garantisce sicurezza e tutela i cittadini va premiato, non processato», ha concluso, rivolgendo un ringraziamento ai due finanzieri per il servizio svolto.
Un quadro che restituisce l’immagine di un’attività politica rivendicata come coerente e trasversale, con al centro legalità, tutela dei cittadini, sviluppo infrastrutturale e presenza concreta dello Stato sui territori, in particolare nel Mezzogiorno.




