La CGIL Calabria in prima linea per diritti e stabilità

La tutela dei diritti delle persone più fragili e la stabilizzazione del lavoro pubblico sono al centro dell’azione della CGIL Calabria, che in questi giorni rilancia con forza due battaglie strategiche: l’attuazione piena della riforma della disabilità e la stabilizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari della Giustizia.
A Lamezia Terme si è svolto il terzo appuntamento del percorso formativo congiunto INPS–Patronati sulla riforma della disabilità, dopo le tappe di Firenze e Bologna. Tre giornate di confronto operativo dedicate a una riforma ancora in fase sperimentale, che introduce nuove modalità di valutazione e nuove procedure di accesso ai diritti, con l’obiettivo di superare frammentazioni e disuguaglianze territoriali.
Il Patronato INCA CGIL ha partecipato ai lavori con una propria delegazione regionale e nazionale. Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati relativi alla provincia di Catanzaro, uno dei territori pilota della sperimentazione. Al 31 dicembre 2025, oltre il 98% delle persone che hanno presentato il certificato medico introduttivo è stato convocato a visita o ha già ricevuto convocazione, con tempi di attesa compresi tra i 15 e i 20 giorni e liquidazioni delle prestazioni economiche generalmente entro i 30 giorni, come ha spiegato Luigi Vitale, direttore INCA Catanzaro.
Accanto a questi elementi positivi, restano però criticità profonde, soprattutto in vista dell’estensione della riforma a tutta la Calabria. A sottolinearle è Giuseppe Guido, coordinatore INCA Calabria, che mette in guardia sui progetti di vita, fulcro della riforma. «Al 31 dicembre 2025 non è stato attivato nemmeno un progetto di vita. Le disastrose condizioni del sistema sanitario regionale e l’inesistenza delle Case della salute rischiano di rendere incompleta l’attuazione della riforma», afferma Guido, evidenziando la necessità di un cambio di passo deciso da parte delle istituzioni, senza il quale la riforma rischia di restare monca. L’INCA CGIL continuerà a investire nella formazione e nel confronto con le istituzioni per garantire una tutela reale e concreta dei diritti delle persone con disabilità.
Parallelamente, la CGIL Calabria torna a mobilitarsi sul fronte del lavoro pubblico, con particolare riferimento ai precari della Giustizia. In queste ore, chiarisce il sindacato, circolano comunicati che attribuiscono ad altre sigle la procedura di stabilizzazione di 9.368 lavoratori del Ministero della Giustizia, prevista dal PIAO 2026–2028. “È bene chiarirlo: questo risultato è il frutto diretto della nostra battaglia, delle mobilitazioni e della pressione costante esercitata affinché la stabilizzazione diventasse una priorità politica”, rivendica la Funzione Pubblica CGIL.
Un risultato importante, ma non sufficiente. Per questo, sabato 31 gennaio la FP CGIL sarà in piazza con sit-in a Catanzaro, in Piazza Matteotti, e a Reggio Calabria, davanti alle Corti d’Appello, in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario. I presidi si svolgeranno anche in tutti gli uffici giudiziari delle Corti d’Appello d’Italia.
La parola d’ordine è #NessunoEscluso. La CGIL chiede la valorizzazione dell’intero sistema giudiziario, a partire da due pilastri fondamentali: personale a tempo indeterminato, con l’attuazione dell’accordo del 26 aprile 2017 per consentire i passaggi verticali, e stabilizzazione di tutti i precari PNRR. Su un bacino di circa 11.000 lavoratori, infatti, oltre 1.600 persone rischiano di restare escluse, un esito che il sindacato definisce inaccettabile. A questo si aggiunge l’emergenza dei precari part-time di Obiettivo Convergenza, circa 390 unità tra Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con contratti a 18 ore in scadenza il 7 marzo, per i quali si chiede trasformazione immediata a tempo pieno e stabilizzazione definitiva.
Il quadro complessivo desta forte preoccupazione. Con circa 700.000 pensionamenti previsti nella Pubblica Amministrazione, il comparto Giustizia avrebbe bisogno di almeno 15.000 nuove assunzioni. “Non ha senso mandare a casa lavoratrici e lavoratori già formati che garantiscono quotidianamente un servizio essenziale”, ribadisce la CGIL, annunciando che la mobilitazione proseguirà anche a livello nazionale con il presidio del 3 febbraio a Roma.
A Reggio Calabria, la FP CGIL sottolinea inoltre come la stabilizzazione dei precari si intrecci con un momento istituzionale delicato, segnato dalla decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione che incide sull’autonomia e sull’indipendenza della giurisdizione. “La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema, non riduce l’arretrato e non migliora la qualità del servizio”, avverte il sindacato, ribadendo che la giustizia è un servizio pubblico essenziale e che senza stabilità, investimenti, riconoscimento professionale e prospettive di crescita nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Il messaggio che arriva dalla CGIL Calabria è netto e unitario: i diritti non possono essere parziali, né per le persone con disabilità né per le lavoratrici e i lavoratori della Giustizia. Senza risposte strutturali, inclusione reale e stabilità occupazionale, ogni riforma rischia di restare incompiuta.




