Costume e Società

A Locri un confronto sulla Riforma Nordio e i pericoli per la Costituzione

Una sala attenta e un confronto partecipato hanno fatto da cornice, lo scorso venerdì, all’incontro pubblico promosso dall’ANPI Metropolitana di Reggio Calabria insieme ai comitati Giusto dire NO e Società civile per il NO, dedicato alla riforma Nordio. Un appuntamento che ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, segno di un interesse diffuso e di una preoccupazione concreta rispetto a una riforma che incide direttamente sugli equilibri costituzionali e sul funzionamento della giustizia.
L’iniziativa, ospitata nella Sala del Consiglio comunale di Locri, ha offerto uno spazio di informazione e approfondimento grazie agli interventi di Vincenzo Calò, membro della Segreteria nazionale ANPI, e di Chiara Greco, magistrata presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. A introdurre e coordinare il dibattito è stata la presidente dell’ANPI di Locri, Barbara Panetta, che ha subito chiarito il senso dell’incontro. «Nasce per offrire strumenti di confronto ai cittadini, affinché il voto sul referendum possa essere quanto più possibile consapevole», ha spiegato, ribadendo come la difesa della Costituzione passi dal mantenimento degli equilibri tra i poteri dello Stato. L’obiettivo dichiarato era quello di favorire un dialogo aperto, «dando parola soprattutto al pubblico», in vista dell’appuntamento referendario di marzo.
Nel suo intervento, Vincenzo Calò ha inquadrato la riforma Nordio in una prospettiva più ampia, sottolineando come non si tratti realmente di una riforma della giustizia, ma dell’ordinamento giudiziario. «Questa riforma vuole alterare un sistema di pesi e contrappesi e di equilibri costituzionali», ha affermato, parlando apertamente di un tentativo di scardinare l’assetto disegnato dalla Costituzione. Secondo Calò, il rischio principale è quello di compromettere il principio cardine della separazione dei poteri. «Se dovesse passare, la magistratura sarebbe asservita al potere esecutivo senza se e senza ma», ha avvertito, invitando con forza a votare No come atto di coerenza democratica e di tutela dello Stato di diritto.
Ancora più tecnica e articolata l’analisi proposta da Chiara Greco, che ha definito la riforma «un salto nel buio». La magistrata ha evidenziato come vengano modificate norme fondamentali della Costituzione senza che sia chiaro quale sarà l’assetto definitivo del sistema, demandato in larga parte alla normativa di attuazione. «Le premesse sono pessime», ha sottolineato, perché le modifiche introdotte aprono scenari preoccupanti sul piano dell’indipendenza della magistratura.
Tra i punti più critici, Greco ha citato la separazione delle carriere, definendola senza mezzi termini «un feticcio che non serve assolutamente a niente», ma che finisce per allontanare il pubblico ministero dalla giurisdizione e dalla cultura comune condivisa con il giudice. Duro anche il giudizio sul sorteggio del Consiglio superiore della magistratura, ritenuto «denigratorio e umiliante» per una categoria chiamata a decidere su questioni di enorme responsabilità ma considerata incapace di eleggere i propri rappresentanti. Ancora più allarmante, secondo Greco, è il rischio di un predominio della politica, dal momento che «i magistrati saranno sorteggiati davvero, mentre i membri laici continueranno a essere scelti dalla politica».
Infine, l’attenzione si è concentrata sull’istituzione dell’Alta Corte, della quale, ha osservato Greco, «non si sa nulla di come funzionerà», se non che le sue sentenze non saranno ricorribili in Cassazione. Un elemento che, a suo giudizio, rafforza ulteriormente il timore di un controllo dell’esecutivo sulla magistratura. «Se queste sono le basi, non vediamo come le norme di attuazione possano portare in una direzione diversa», ha concluso, ribadendo con decisione il No.
L’incontro si è chiuso con un ampio spazio dedicato agli interventi del pubblico, confermando la natura partecipativa dell’iniziativa. Un momento di confronto civile e informato che ha ribadito il valore della partecipazione democratica e la centralità della Costituzione, chiamata ancora una volta a essere non solo un riferimento formale, ma una guida concreta nelle scelte che riguardano il futuro delle istituzioni e dei diritti fondamentali.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button