L’impegno di Coldiretti Calabria per territorio, solidarietà e Made in Italy

Qualità del cibo, tutela dei territori, solidarietà concreta e difesa del Made in Italy. Sono questi i pilastri dell’azione di Coldiretti Calabria che, nelle ultime settimane, ha rafforzato il proprio impegno su più fronti, dalla collaborazione istituzionale con i Comuni italiani alla vicinanza alle comunità colpite dal maltempo, fino alla battaglia per la salvaguardia dell’olio extravergine nazionale.
Un passo significativo in questa direzione è rappresentato dal Protocollo d’Intesa firmato a Roma tra Coldiretti e ANCI, che avvia una collaborazione strutturale tra il mondo agricolo e i Comuni italiani. L’obiettivo è valorizzare le produzioni nazionali, tutelare i territori e promuovere modelli alimentari sani e sostenibili, riconoscendo all’agricoltura un ruolo centrale non solo sul piano economico, ma anche sociale e ambientale.
«L’accordo riconosce all’agricoltura un ruolo centrale nella tutela del paesaggio, della salute dei cittadini e della coesione sociale», sottolinea Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, evidenziando come ai Comuni venga attribuita una funzione strategica di presidio delle comunità. Il Protocollo prevede un confronto costante per garantire applicazioni normative omogenee, con particolare attenzione alla TaRi, tenendo conto delle specificità delle imprese agricole.
Tra i punti qualificanti dell’intesa rientra la ristorazione collettiva, con l’obiettivo di incrementare nelle mense pubbliche e scolastiche l’uso di prodotti Made in Italy, locali e stagionali, supportando i Comuni nella definizione di criteri chiari su qualità e tracciabilità. Centrale anche l’educazione alimentare, soprattutto per i più giovani, per promuovere corretti stili di vita e la Dieta Mediterranea. «Un accordo che mette al centro il cibo, la salute dei cittadini e la tutela dei territori», conclude Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti.
L’attenzione di Coldiretti Calabria al territorio si è tradotta anche in azioni concrete di solidarietà dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha colpito duramente diverse aree del Sud Italia. A Catanzaro, in particolare nel quartiere Lido, numerose attività commerciali hanno subito gravi danni a causa degli allagamenti. Il mercato di Campagna Amica di Catanzaro Lido, pur avendo riportato solo danni lievi e rimanendo pienamente operativo, ha scelto di reagire attivando una rete di supporto per le attività più colpite, con donazioni di prodotti e contributi economici.
È stata inoltre avviata una campagna di raccolta e sensibilizzazione per sostenere la ripartenza del quartiere, ispirata alle migliori pratiche solidali della rete Coldiretti–Campagna Amica. «La priorità è stare vicino, con fatti concreti, a chi ha visto danneggiato il proprio lavoro e la propria quotidianità», afferma Fabio Borrello, vicepresidente regionale di Coldiretti Calabria, sottolineando come il mercato possa diventare un punto di rilancio per l’intera comunità. «Prima ancora di vendere, ci prendiamo cura del territorio», aggiunge Pietro Bozzo, direttore interprovinciale Coldiretti CZ-KR-VV, annunciando il rafforzamento della rete di donazioni e l’attivazione di una raccolta fondi.
Sul fronte economico e produttivo, Coldiretti Calabria mantiene alta l’attenzione sulla difesa dell’olio extravergine di oliva italiano, messo a dura prova dall’ingresso massiccio di prodotto straniero. Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva ha attraversato le frontiere italiane, deprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale e alimentando pratiche opache e frodi a danno di imprese e consumatori. Emblematico il caso dell’olio tunisino, con arrivi aumentati del 40% nei primi dieci mesi dell’anno, a prezzi che non coprono i costi di produzione degli olivicoltori italiani.
Un fenomeno che, denuncia Coldiretti, favorisce dumping, concorrenza sleale e sofisticazioni, dalle miscele di oli di diversa provenienza fino alle frodi più gravi, come l’olio di semi colorato con clorofilla e venduto come extravergine. A ciò si aggiunge una comunicazione in etichetta spesso fuorviante, con la dicitura Confezionato in Italia in evidenza e l’origine reale relegata in caratteri poco visibili.
Fondamentale diventa quindi informare i consumatori, spiegando le differenze tra un vero extravergine di qualità e un generico olio di oliva frutto di processi industriali che ne svuotano la naturalità. La filiera olivicola calabrese resta un asset strategico, con circa 84mila aziende, oltre 180mila ettari coltivati, 25 milioni di piante e produzioni certificate che comprendono 3 DOP e 1 IGP.
Da qui la richiesta di più controlli alle frontiere, obbligo di indicazione chiara dell’origine su tutti gli alimenti e cancellazione delle norme che consentono di “italianizzare” prodotti stranieri con trasformazioni minime. Rivendicazioni che, assicura Coldiretti Calabria, saranno al centro di nuove e incisive iniziative sul territorio, a difesa del lavoro agricolo, dell’economia regionale e del diritto dei cittadini a un cibo autentico e sicuro.




