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Giuseppe Falcomatà: memoria e resistenza contro la post-verità

Un filo rosso lega le recenti iniziative che hanno visto protagonista il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà: la difesa della memoria storica come strumento vivo, capace di orientare le scelte del presente e di offrire anticorpi culturali contro le derive della post-verità, della guerra e della disumanizzazione tecnologica.
A Palazzo Alvaro, nella Sala Gilda Trisolini, Falcomatà è intervenuto nel corso dell’iniziativa Le Resistenze, promossa da Venticinqueaprile AMPA nell’ambito de I Giorni della Storia dedicati al Giorno della Memoria e al Giorno del Ricordo. Un appuntamento che ha superato la dimensione commemorativa per trasformarsi in una riflessione sull’attualità dei valori resistenziali, alla presenza delle associazioni combattentistiche e partigiane del territorio.
Nel suo intervento, Falcomatà ha ribadito con forza che amministrare la cosa pubblica non può mai essere un esercizio neutro, ma deve poggiare su valori chiari e riconoscibili.
«Qualcuno sostiene che per amministrare non serva una visione politica, che basti semplicemente la buona volontà ed un po’ di competenza amministrativa – ha affermato il consigliere. – Non è così. Ci sono questioni non negoziabili: solidarietà, inclusione, lotta alle discriminazioni».
Un richiamo che si traduce in azioni concrete e simboliche, come i murales di Largo Botteghelle, definiti «presidi visivi che ci ricordano ogni giorno che libertà e democrazia, sancite dalla Costituzione, vanno difese costantemente».
Nel delineare il concetto di Nuove Resistenze, il Consigliere regionale ha allargato lo sguardo alle sfide globali contemporanee. Accanto ai conflitti armati che continuano a insanguinare l’Europa e il mondo, Falcomatà ha indicato il pericolo più subdolo dell’uso distorto delle tecnologie digitali, capaci di minare il rapporto con la verità e con il valore della vita umana.
«Resistere non significa opporsi al cambiamento tecnologico, ma opporsi alla messa in discussione della verità e della dignità umana», ha affermato, citando esempi di manipolazione digitale e narrazioni alterate che incidono profondamente sull’opinione pubblica.
Emblematico, in tal senso, l’esempio del cosiddetto gemello digitale, che secondo Falcomatà rappresenta una nuova forma di mercificazione dell’essere umano: «Se non sviluppiamo una coscienza critica e non resistiamo a questa disfunzione della realtà, rischiamo di perdere ciò che siamo: identità, storia e valori».
Gli stessi temi sono tornati centrali anche a Palazzo Campanella, in occasione della lectio magistralis dello storico Eric Gobetti, organizzata dall’ANPI di Reggio Calabria e rivolta agli studenti degli istituti secondari della Città Metropolitana. Un momento di alto profilo culturale dedicato alla Shoah e alle Foibe, due tragedie spesso confuse o strumentalizzate nel dibattito pubblico.
Nel suo intervento introduttivo, Falcomatà ha sottolineato la necessità di distinguere con rigore storico eventi profondamente diversi, affermando che «Siamo di fronte a due tragedie che hanno colpito il nostro Paese, ma è fondamentale comprenderne le profonde differenze. La commistione non aiuta la comprensione storica».
Anche in questo caso, il Consigliere regionale ha messo in guardia dai rischi legati alla diffusione incontrollata di contenuti manipolati, affermando che «viviamo un momento in cui i fatti vengono sistematicamente mistificati. Immagini e video alterati rendono sempre più difficile distinguere il vero dall’artificiale».
Il messaggio conclusivo è stato rivolto direttamente agli studenti, chiamati a un ruolo attivo nella costruzione della propria coscienza critica: «Questi temi non possono essere esauriti in un reel di 59 secondi o in un video su TikTok. Conoscere la storia del proprio Paese è l’unico modo per costruire il vostro futuro».
Due iniziative diverse ma complementari, che restituiscono l’immagine di un impegno politico e culturale coerente, fondato sull’idea che la memoria non sia un rito del passato, ma una responsabilità del presente. In un tempo segnato da guerre, disinformazione e scorciatoie digitali, la Resistenza – nelle sue forme antiche e nuove – resta un orizzonte indispensabile per difendere la verità, la dignità umana e la democrazia.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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