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Domenica un’escursione sul Sentiero Azzurro per i 40 anni di “Una Storia in Cammino”

Quarant’anni di passione, scoperta e rispetto per l’ambiente. È questo lo spirito che anima l’iniziativa inserita nel calendario celebrativo 40 anni di Una Storia in Cammino, che richiama una lunga tradizione di escursionismo consapevole e amore per il territorio, ispirata al programma storico Aspromonte, il piacere di scoprirlo e rispettarlo.
Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 8 febbraio, con una suggestiva escursione lungo il Sentiero Azzurro (Tracciolino), uno dei percorsi panoramici più affascinanti della Costa Viola. Il raduno è previsto alle ore 9:45 al parcheggio dell’uscita Bagnara dell’Autostrada A2. Da lì, i partecipanti si sposteranno in auto per alcuni chilometri fino a Monte Sant’Elia, punto di partenza dell’escursione, fissato alle ore 10:15.
Si tratta di un itinerario breve ma di straordinaria intensità emotiva, sospeso tra cielo e mare, dove la terra sembra precipitare nel Tirreno. È lo stesso mare della mitologia classica, quello di Ulisse, di Scilla e Cariddi, oggi purtroppo segnato anche dalle ferite dell’inquinamento, ma ancora capace di affascinare con i suoi colori cangianti, tanto da essere definito “mare viola”. Camminare sul Tracciolino significa affacciarsi su un autentico balcone naturale sul Tirreno, da cui lo sguardo si perde nell’orizzonte.
Il Sentiero Azzurro si snoda lungo il fianco del Monte Sant’Elia, attraversando un ambiente naturale di grande valore, immerso nella macchia mediterranea, tra felci secolari e vegetazione spontanea rigogliosa. Il piacere dell’escursione è strettamente legato alla conformazione naturale del percorso, che accompagna il camminatore in un’esperienza autentica e rispettosa del paesaggio.
Numerosi sono i punti panoramici che costellano il tracciato, ma il cuore dell’itinerario è rappresentato dal Belvedere Managò, situato sulla sommità del monte. Qui, una serie di balconate attrezzate con ringhiere e scale permettono di ammirare un panorama mozzafiato che spazia da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, abbracciando il Mar Tirreno, le Isole Eolie, il vulcano Etna e l’intera città di Palmi. Sulla cima, inoltre, si ergono tre croci bianche, simbolico richiamo al Monte Calvario.
L’intero percorso si sviluppa lungo uno dei tratti più suggestivi della costa, offrendo la possibilità di osservare un ambiente naturalistico di rara bellezza, dove dominano il silenzio, i colori e l’armonia originaria della natura. Un paesaggio che racconta anche la storia dell’uomo: fino a pochi decenni fa, infatti, il Tracciolino era animato dalle postazioni dei banditori del pesce spada, i cui richiami, carichi di tensione e mistero, riecheggiavano tra i costoni della montagna, comprensibili solo a chi conosceva quell’antica forma di comunicazione.
Lungo il cammino si incontrano anche le “armacìe”, imponenti strutture in pietra a secco che disegnano la costa in vigne terrazzate digradanti verso il mare. Sono la testimonianza concreta della fatica umana, del bisogno e dell’antica sapienza contadina, capace di modellare il territorio con rispetto, senza alterarne l’equilibrio e la bellezza.
Questa escursione non è soltanto un’esperienza naturalistica, ma un invito a riscoprire il rapporto profondo tra uomo e ambiente, nel segno della memoria, della tutela e della responsabilità verso un patrimonio che continua a raccontare, passo dopo passo, una storia lunga quarant’anni.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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