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Bergamotto di Reggio Calabria: via libera all’IGP dopo cinque anni di battaglie legali

Si chiude, dopo quasi cinque anni, il lungo e complesso iter nazionale per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta Bergamotto di Reggio Calabria. Il 5 febbraio scorso il Ministero dell’Agricoltura ha infatti decretato la bocciatura di tutte le opposizioni presentate contro l’IGP e contro la pubblicazione del Disciplinare in Gazzetta Ufficiale, opposizioni avanzate dal Consorzio dell’olio essenziale di bergamotto di Reggio Calabria DOP, da Confagricoltura Reggio Calabria, da Coldiretti Reggio Calabria e dalla ditta Fratelli Foti.
Il giorno successivo, 6 febbraio, il Ministero ha pubblicato il decreto di approvazione italiana dell’IGP e trasmesso alla Commissione Europea la domanda di registrazione, proposta dal Comitato promotore il 5 giugno 2021. Si apre ora la fase europea del procedimento, mentre restano pendenti alcuni ricorsi al TAR del Lazio, con udienza fissata ad aprile, salvo rinvii o ulteriori impugnazioni. Non si esclude che Bruxelles possa comunque procedere all’approvazione ritenendo infondati i ricorsi, come già avvenuto in altri casi.
Grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni che hanno sostenuto l’IGP, tra cui CoPAgri Calabria, ANPA Calabria–Liberi Agricoltori, Conflavoro PMI, UNCI Calabria, USB Lavoro agricolo, FederAgri e il Comitato dei bergamotticoltori reggini, oltre che dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e da numerose aziende della filiera.
Il presidente del Comitato promotore, l’agronomo Rosario Previtera, parla di «conclusione della procedura nazionale» al termine di «un lungo e complesso percorso», definendo le opposizioni «prive di fondamento tecnico e giuridico». Previtera sottolinea come le azioni legali abbiano causato ritardi e perdite economiche rilevanti, impedendo per anni alla filiera di commercializzare il prodotto fresco con il marchio IGP e di accedere a opportunità di mercato e finanziamento. Il Comitato ha già avviato una raccolta fondi pubblica per sostenere le spese legali nella fase europea e nei contenziosi ancora aperti, con adesioni che arrivano anche dall’estero. Tra le iniziative previste, una cena di autofinanziamento al ristorante della legalità L’Accademia Gourmet dello chef Filippo Cogliandro, nel centro storico di Reggio Calabria, nei pressi dell’area di Rada Giunchi dove nel 1750 fu impiantato il primo bergamotteto.
Previtera annuncia inoltre che, al termine della vicenda, saranno quantificati i danni subiti dagli agricoltori e valutate eventuali azioni risarcitorie collettive.
Soddisfazione anche da parte dell’europarlamentare Denis Nesci, che definisce il via libera ministeriale «un passaggio istituzionale di rilievo» e il compimento di un iter avviato nel 2021. L’IGP, sottolinea, certifica il legame tra qualità, reputazione e territorio, rafforzando la tutela contro le imitazioni e aprendo nuove prospettive di sviluppo. Nesci assicura che seguirà il dossier nelle sedi europee per favorire una rapida conclusione dell’iter a Bruxelles.
Per Francesco Macrì, presidente di CoPAgri Calabria, si tratta di un risultato atteso: «È stata dura ma ce l’abbiamo fatta», anche se il tempo perso ha penalizzato i produttori. Macrì auspica il ritiro dei ricorsi ancora pendenti e invita a una nuova fase improntata su trasparenza e unità.
Pino Mangone, presidente di ANPA–Liberi Agricoltori Calabria, evidenzia come l’azione di contrasto abbia rallentato l’iter ma non scoraggiato i produttori. Con l’IGP, afferma, «si chiude una fase storica» segnata dal controllo del settore da parte di pochi soggetti e se ne apre un’altra in cui i bergamotticoltori potranno essere protagonisti.
Lidia Chiriatti, presidente di Nuova UNCI Calabria, definisce il traguardo «un punto di partenza» per nuovi progetti e per la consacrazione del Bergamotto di Reggio Calabria come simbolo identitario in Europa.
Più duro il commento di Aurelio Monte di USB Lavoro Agricolo, che parla di «lungaggini e danni provocati in tutti i modi possibili», denunciando anche pressioni e minacce subite da produttori contrari alle opposizioni. Ricorda che il Disciplinare è stato condiviso da oltre 300 agricoltori e approvato dal Ministero nella riunione di pubblico accertamento del 28 gennaio 2025.
Antonino Merenda, presidente di FederAgri Reggio Calabria, evidenzia come il marchio IGP rappresenti «il più ambito per gli agrumi e l’ortofrutta», un passaggio decisivo per l’export e per superare anni di immobilismo.
Il Comitato dei bergamotticoltori reggini, con Peppe Falcone, invita a guardare avanti ma annuncia la possibilità di una Class Action per ottenere risarcimenti a favore degli agricoltori per i ritardi accumulati. La prossima udienza al TAR del Lazio è fissata ad aprile, ma non si escludono ulteriori ricorsi anche in sede europea.
Dopo cinque anni di contenziosi e polemiche, la partita si sposta ora a Bruxelles. Per la filiera bergamotticola reggina si apre una fase decisiva: il riconoscimento europeo dell’IGP potrebbe segnare un punto di svolta per la tutela, la valorizzazione e il rilancio internazionale di uno dei prodotti simbolo del territorio.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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