A Locri torna a parlare la poesia di Pavese: partecipazione e riflessione per il libro di Enzo Romeo

Il 18 febbraio la Biblioteca G. Incorpora di Locri ha accolto un appuntamento che ha confermato la vitalità culturale della città e la sua attenzione alla grande tradizione letteraria italiana. Al centro dell’incontro, inserito nel progetto Locri città che legge, la presentazione del volume Nella luce improvvisa. Le poesie dalla Calabria di Cesare Pavese, firmato dal giornalista e caporedattore del Tg2 Enzo Romeo e dedicato alla stagione calabrese dello scrittore piemontese Cesare Pavese.
La partecipazione è stata importante, con la presenza dell’Amministrazione Comunale di Locri e dell’assessore alla Cultura del Comune di Brancaleone, Giovanni Alessi, a testimonianza di un interesse condiviso che va oltre i confini cittadini. Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali, segno di un impegno concreto nel promuovere la lettura come strumento di crescita civile e culturale.
Il cuore della serata è stato il dialogo con l’autore, condotto da Luisa Coluccio e Nicola Monteleone. Attraverso domande puntuali e la lettura di alcune liriche pavesiane scritte durante il periodo di confino a Brancaleone, è emersa la complessità di una stagione biografica che segnò profondamente l’immaginario dello scrittore. Il libro di Romeo propone infatti una rilettura attenta e originale delle poesie nate in Calabria, mettendo in luce il rapporto tra paesaggio, solitudine e tensione interiore, elementi che nella terra calabrese trovarono una forma espressiva intensa e rivelatrice.
Nel corso della presentazione sono affiorati numerosi spunti di riflessione di carattere sociale e culturale. La Calabria osservata da Pavese è infatti uno spazio simbolico in cui la luce del Sud si intreccia con le ombre dell’animo umano. Non un’analisi puramente filologica, ma un percorso che restituisce il senso di uno sguardo inquieto e lucido, capace di trasformare l’esperienza del confino in materia poetica.
L’iniziativa, promossa da realtà associative come l’ArcheoClub d’Italia – sede di Locri, si inserisce in una rete culturale che negli ultimi anni ha consolidato la Biblioteca G. Incorpora come luogo di confronto e memoria collettiva. In un tempo in cui la cultura rischia di ridursi a consumo rapido, l’incontro ha ribadito la centralità del libro come spazio di pensiero condiviso, dimostrando come la lettura possa ancora essere occasione di dialogo e consapevolezza.
Locri, ancora una volta, ha scelto di far parlare la parola scritta e di farlo insieme, nel segno di Pavese e di una tradizione che continua a interrogare il presente.




