Siderno accoglie l’Atlante mondiale della pizza e del vino firmato da Antonella Amodio

È stata una serata dedicata al racconto e alla scoperta quella che il 19 febbraio ha animato L’Artigiano della Pizza, in via Cesare Battisti, a Siderno, dove Antonella Amodio ha presentato il suo ultimo lavoro, Calici e Spicchi, secondo volume dell’Atlante mondiale della pizza e del vino. Accanto a lei, lo chef Riccardo Sculli, in un dialogo che ha unito competenza tecnica e passione per la materia.
Al centro dell’incontro, soprattutto, la voce dell’autrice e la genesi di un progetto editoriale che negli ultimi anni ha saputo intercettare un interesse crescente. «Calici e Spicchi, Atlante della pizza e del vino, è il mio secondo volume dedicato all’abbinamento pizza-vino», ha spiegato Amodio, ripercorrendo le tappe di un percorso iniziato nel 2024. Il primo libro, ha ricordato, ha avuto un successo che è andato oltre le aspettative. «Mi sono resa conto che l’argomento è stato molto apprezzato non solo dagli addetti ai lavori, ma anche da chi entra in pizzeria con la voglia di sperimentare e vivere un’esperienza diversa, consapevole, tra pizza e vino».
Da questa risposta del pubblico è nata l’esigenza di ampliare lo sguardo. Il nuovo volume, tradotto anche in inglese, non si limita a percorrere l’Italia lungo l’asse che va dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, ma supera i confini nazionali. «Non parlo soltanto dell’Italia, ma mi rivolgo anche all’estero: ci sono venti Paesi in cui la pizza ha un valore incredibile», ha sottolineato l’autrice, evidenziando come il piatto simbolo della tradizione italiana sia ormai patrimonio globale.
Eppure, in questa dimensione internazionale, la scelta resta chiara e identitaria. «Ho abbinato esclusivamente vini italiani, per portare avanti il nostro Made in Italy», ha rimarcato Amodio, ribadendo l’intenzione di promuovere la cultura enologica nazionale anche quando il racconto si spinge oltre i confini del Paese. Un’impostazione che conferisce al progetto un doppio registro, divulgativo e al tempo stesso promozionale, nel senso più alto del termine.
La serata sidernese, arricchita dagli interventi dei sommelier del territorio e dall’atmosfera curata del locale, si è trasformata così in un momento di confronto vivo, dove la teoria dell’abbinamento ha incontrato la pratica della degustazione. Ma il filo conduttore è rimasto il racconto. Un racconto che dimostra come pizza e vino non siano soltanto prodotti da consumare, ma linguaggi culturali da comprendere e valorizzare, capaci di parlare al mondo senza perdere la propria radice italiana.




