Leggere con le dita è un altro modo per vedere il mondo

Di Sharon Bennici
Si celebra annualmente, il 21 febbraio, la Giornata Nazionale del Braille, una ricorrenza istituita con la legge nº 126 del 3 agosto 2007. Si tratta di un momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, un’occasione per riflettere sull’importanza dell’inclusione, dell’accessibilità e del diritto allo studio per le persone cieche ed ipovedenti. Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo, che prende il nome dal suo inventore, Louise Braille che, divenuto cieco dopo un incidente, nel XIX secolo mise a punto questo rivoluzionario metodo costituito da sei semplici punti che, combinati tra loro, hanno aperto e continuano ad aprire interi universi di libri, matematica, musica, cambiando il destino delle persone che ne usufruiscono e consentendo loro di “porsi” alla pari di chi è più fortunato a poter accedere ai testi tradizionali e comunicare tramite la classica facoltà del linguaggio. I caratteri di questo sistema segno-grafico possono anche essere riprodotti tramite la macchina cosiddetta Dattilobraille, che consente ai non vedenti di scrivere avvalendosi del sistema Braille in modo più rapido. Con essa la scrittura avviene normalmente da sinistra verso destra e i caratteri risultano immediatamente leggibili. Ma vediamo come funziona: diversamente dalle normali macchine per scrivere, una Dattilobraile non ha un tasto per ogni carattere, bensì è costituita dai regolari sei punti di rilievo; ogni tasto di scrittura, se premuto, imprime un punto sulla carta. La combinazione di questi punti costituisce il codice Braille. Tale sistema è utilizzato anche in informatica, dove i display tattili riproducono caratteri ad otto punti, vista la grande quantità di caratteri informatici, per i quali le combinazioni disponibili con i soli sei punti non sarebbero sufficienti. In Italia, la diffsione e la tutela del Braille sono strettamente legate all’impegno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che promuove iniziative culturali (come l’evento nazionale del 22 e 23 febbraio a Marsala e il 26 e il 27 del mese corrente ad Ascoli), progetti nelle scuole e campagne di sensibilizzazione, durante le quali si organizzano degli eventi basati, ad esempio, su laboratori esperienziali e letture al buio per far comprendere ai cittadini l’importanza di strumenti accessibili ed inclusivi. Celebrare il Braille significa, in definitiva, riconoscere che la cultura e l’informazione devono essere accessibili ad ogni persona. Perché leggere con le dita non è un limite: è un altro modo per vedere il mondo.
Foto: tiflosystem.it




