“Occhi viola”: il noir a fumetti che unisce Locri e il panorama nazionale del giallo

Sabato 21 febbraio, alla Biblioteca Incorpora di Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, il pubblico ha accolto la presentazione di Occhi viola, graphic novel scritta da Fabio Mundadori e illustrata dalla locrese Simona Carrozza. Un appuntamento che ha avuto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri e che ha assunto, fin dalle prime battute, il valore di un progetto editoriale radicato sul territorio ma con una proiezione nazionale.
A raccontarne la genesi è stata Laura Papa, responsabile editoriale e fondatrice della casa editrice Giallo China, nata a Cosenza ma fortemente legata a Locri, e oggi distribuita in tutta Italia grazie alla collaborazione con Pendragon. «Giallo China innanzitutto è un progetto editoriale unico in Italia», ha spiegato Papa, rivendicando la presenza del marchio nelle principali fiere di settore e in importanti trasmissioni televisive e radiofoniche, fino alla Rai.
L’unicità risiede nella scelta radicale di campo. «È unico perché si occupa esclusivamente, dico esclusivamente di fumetti gialli», ha sottolineato la responsabile editoriale, precisando che il catalogo abbraccia tutte le declinazioni del genere, dal giallo storico a quello erotico, dal noir italiano alla private investigation. Un laboratorio creativo che ha trovato nella collana Best Seller il proprio trampolino di lancio, trasformando grandi titoli della letteratura giallo-noir italiana in graphic novel. Un’intuizione che intercetta la vitalità del genere investigativo e la crescita costante del fumetto come linguaggio maturo e trasversale.
In questo percorso si inserisce Occhi viola, presentato a Locri anche come simbolico “Locri Noir”, per la coincidenza tra le radici dell’editrice e quelle dell’illustratrice. «Questo è il primo noir, la prima collana di genere che presentiamo qua a Locri», ha ricordato Papa, evidenziando il valore aggiunto di un volume che unisce la firma di Mundadori, noto organizzatore di festival del giallo in tutta Italia, al talento di un’artista del territorio.
Simona Carrozza ha raccontato con semplicità e determinazione il proprio percorso. «Io nasco come illustratrice autodidatta», ha affermato, ripercorrendo gli studi all’Istituto statale d’arte di Locri e i successivi corsi di fumettistica all’Accademia europea di manga e alla Lucca Manga School, fino allo studio individuale che le ha consentito di affinare tecnica e visione. Occhi viola rappresenta per lei un passaggio decisivo: «È stata la mia prima esperienza lavorativa ed è stata un progetto che mi ha formato molto e ha fatto sì che potessi colmare molte lacune».
Quanto alla trama, l’illustratrice ne ha delineato i contorni con chiarezza. «Occhi viola parla della prima indagine del commissario Sammarchi», chiamato in un paese della provincia bolognese per un caso di omicidio che si rivelerà ben più complesso del previsto. Intrighi, passioni e amicizie infrante si intrecciano in una narrazione che scava nel tempo e nelle relazioni. Non solo crime, però. «Occhi viola tratta anche di mistero, infatti c’è anche una parte fantascientifica», ha aggiunto Carrozza, aprendo uno spiraglio su una contaminazione di generi che rende l’opera ancora più intrigante.
La sinossi conferma questa tensione narrativa: un’antica chiesa sconsacrata, un misterioso dipinto, una famiglia custode di segreti e una setta fanno da sfondo a un’indagine che costringe il commissario a ricostruire una vicenda stratificata, dove realtà e mistero si compenetrano.
La presentazione di sabato si è rivelata dunque l’occasione ideale per dimostrare come un territorio possa diventare crocevia di linguaggi e sperimentazioni. In Occhi viola si incontrano la tradizione del giallo italiano e la forza evocativa del fumetto, in un progetto che rivendica la propria specificità e, al tempo stesso, dialoga con il panorama nazionale. Un noir che nasce anche a Locri e che da Locri guarda lontano.




