Costume e Società

Enel e A2A scendono in Borsa dopo il decreto bollette e torna il tema del rischio regolatorio

Il decreto energia pensato per alleggerire le bollette sta producendo l’effetto opposto sui listini: il 16 febbraio Enel ha ceduto circa l’1,6% e A2A l’1% in una seduta comunque positiva per il Ftse Mib. Il 19 febbraio le vendite si sono intensificate, con Enel a -4,19% e A2A a -3,92%. Gli operatori temono che un intervento sul mercato energetico riduca ricavi e marginalità dei generatori, soprattutto rinnovabili, e che l’impianto debba passare da Bruxelles. Il punto non è solo la reazione di Borsa, ma la nuova incertezza su profitti, investimenti e dividendi.

Reazione del mercato e nodi regolatori

Le vendite sui principali fornitori di energia elettrica si sono concentrate quando è emersa l’ipotesi di “disaccoppiare” dai prezzi all’ingrosso parte dei costi della CO2, con un possibile effetto di compressione del Prezzo unico nazionale. Secondo una nota di Banca Akros, simulazioni su un taglio di 10 euro/MWh e di 27 euro/MWh mostrano che la riduzione del Pun penalizzerebbe chi ha esposizione a idroelettrico, eolico e solare, per il semplice fatto che incassa un prezzo più basso per la stessa produzione.
Nel frattempo, il dossier si intreccia con le richieste degli energivori. In un incontro a Milano tra A2A, Edison, Regione Lombardia e rappresentanze industriali:

  • è tornata sul tavolo la proposta della “quarta via” sulle concessioni idroelettriche, con l’obiettivo di legare il tema delle concessioni a ricadute industriali locali;
  • la cessione del 15% della produzione a prezzo calmierato alle imprese del territorio viene presentata come leva per attenuare l’impatto del costo dell’energia elettrica sul tessuto produttivo;
  • il nodo resta il bilanciamento tra sconti in bolletta e remunerazione degli asset, perché un prezzo più basso per la stessa energia cambia l’equilibrio economico delle infrastrutture.

Impatti stimati su utili e dividendi

Le misure già quantificabili pesano subito sui conti. Il decreto, nella lettura di diversi analisti, introduce un’addizionale Irap del 2% per due anni su generazione, reti e retail. Equita stima un impatto sull’utile nell’ordine di -1,5%/-2% per Enel, A2A, Iren, Hera e Acea e di -3%/-4% per le regolate come Terna, Snam e Italgas, con il rischio che una norma temporanea diventi strutturale e alzi il premio per il rischio richiesto dal mercato.
Il fronte più temuto resta però quello dei prezzi. Se l’eliminazione del costo ETS dal pricing delle centrali a gas ottenesse il via libera Ue, i prezzi all’ingrosso potrebbero scendere fino a 25-30 euro/MWh. Nello scenario più severo, Santander stima che l’utile netto possa ridursi fino al 17% per A2A e al 6,5% per Enel, con effetti a catena sulla capacità di distribuire dividendi e sostenere piani di investimento.

Equilibri europei e scelte industriali

La variabile Bruxelles è centrale: il rimborso o la sterilizzazione dei costi CO2 richiede compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato e con l’architettura ETS. Proprio questa incertezza di “timing” alimenta la volatilità: il decreto può promettere benefici ai clienti finali, ma per le aziende introduce un orizzonte meno leggibile. Come è stato osservato, “aumenta il rischio regolatorio”, e la formula è diventata la sintesi della giornata di Borsa.
Nel breve, i benefici potrebbero spostarsi verso i settori manifatturieri ad alta intensità energetica, mentre le utility cercano di difendere margini con mix di produzione, coperture e revisione dei piani. Nel medio, la partita sarà sulla stabilità delle regole: interventi episodici rischiano di alzare il costo del capitale e rallentare la transizione. Per questo, anche le stime di Santander vengono lette più come stress test che come sentenza: indicano dove il sistema si rompe se la politica dei prezzi sostituisce quella degli incentivi.

Fonte: papernest.it
Foto: caseitalia.it

Redazione

Redazione è il nome sotto il quale voi lettori avrete la possibilità di trovare quotidianamente aggiornamenti provenienti dagli Uffici Stampa delle Forze dell’Ordine, degli Enti Amministrativi locali e sovraordinati, delle associazioni operanti sul territorio e persino dei professionisti che sceglieranno le pagine del nostro quotidiano online per aiutarvi ad avere maggiore familiarità con gli aspetti più complessi della nostra realtà sociale. Un’interfaccia che vi aiuterà a rimanere costantemente aggiornati su ciò che vi circonda e vi darà gli strumenti per interpretare al meglio il nostro tempo così complesso.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button