Costume e Società

All’ITE Piria – Ferraris/Da Empoli l’educazione diventa palestra di consapevolezza

A Reggio Calabria l’educazione digitale e quella finanziaria si sono intrecciate in un unico percorso formativo che guarda alla scuola come primo presidio di cittadinanza consapevole. Protagonista l’Associazione Noi con Voi, che all’ITE Piria – Ferraris/Da Empoli ha promosso due momenti distinti orientati all’unico obiettivo di fornire strumenti per comprendere e governare il presente.
Nel primo incontro, dedicato all’Intelligenza Artificiale generativa, l’attenzione si è concentrata su opportunità e rischi delle nuove tecnologie. A guidare il confronto sono stati l’AI Manager Tony Marchese, in rappresentanza di ESIDIA – Ente Siciliano per l’Innovazione Digitale e l’Intelligenza Artificiale, e la presidente dell’associazione Antonella Gioia. Il punto di partenza è stato netto: «L’IA non è coscienza, non è volontà, non è intelligenza nel senso umano del termine. È un sistema che lavora su base probabilistica, addestrato su enormi quantità di dati. Non comprende ciò che scrive, ma calcola la sequenza più plausibile di parole», ha spiegato Marchese, sgombrando il campo da facili suggestioni.
Il richiamo alla vigilanza è stato altrettanto esplicito. «Se pensiamo che l’IA capisca, abbassiamo la soglia del controllo. Ed è proprio lì che nasce il rischio». Da qui l’insistenza sul principio umanocentrico, vale a dire la necessità di una supervisione costante da parte dell’essere umano. Ogni contenuto prodotto da sistemi generativi richiede verifica, controllo delle fonti, assunzione di responsabilità personale. «La firma resta sempre umana», è stato ribadito agli studenti, chiamati a non delegare il pensiero critico alle macchine.
Non meno rilevante la riflessione sui bias, i pregiudizi che gli algoritmi possono riflettere e amplificare perché presenti nei dati di addestramento. L’Intelligenza Artificiale non inventa stereotipi, li intercetta e li riproduce. Per questo l’alfabetizzazione digitale deve essere anche educazione critica. Antonella Gioia ha posto l’accento sul valore formativo del prompt, inteso non come formula automatica ma come esercizio di pensiero strutturato. «Il prompt non è una formula magica, ma un esercizio di pensiero. Saper indicare obiettivi, contesto, vincoli e formato significa allenare chiarezza mentale e capacità progettuale». In questa prospettiva, l’IA non sostituisce lo studente ma lo mette alla prova, amplificando competenze già presenti.
Accanto alla dimensione tecnologica, l’associazione ha lavorato su un terreno altrettanto decisivo per la crescita personale, quello dell’educazione finanziaria. Durante i laboratori rivolti alle classi terze, il confronto si è concentrato su come gestire 500 Euro al mese. Le prime risposte, istintive e legate ai desideri immediati, hanno lasciato spazio a un approccio più strutturato con l’introduzione del metodo 50/30/20 ideato dalla senatrice ed economista americana Elizabeth Warren e illustrato nel volume All Your Worth, scritto insieme alla figlia Amelia Warren Tyagi. Il principio è semplice nella formulazione, impegnativo nell’applicazione: 50 per cento per i bisogni essenziali, 30 per i desideri, 20 per il risparmio o la riduzione dei debiti.
Il laboratorio si è sviluppato attraverso simulazioni di entrate, imprevisti, revisioni dei calcoli e discussioni di gruppo. Non una lezione frontale, ma un esercizio di realtà. Alcuni studenti hanno scoperto che accantonare una quota non equivale a rinunciare, bensì a programmare. Altri hanno compreso la differenza tra bisogno e desiderio. Il cambiamento più significativo non è emerso dai numeri scritti sui fogli, ma dall’atteggiamento. L’educazione finanziaria si è rivelata educazione alla responsabilità e alla scelta consapevole.
Alla domanda su come spendere il primo stipendio sono affiorati sogni e aspettative, ma anche una richiesta implicita di orientamento. Emblematica la sintesi di uno studente: «Non è che non sappiamo usare i soldi. È che nessuno ci ha mai insegnato a pensarli». In questa frase si condensa il senso dell’intervento, che punta a intervenire in una fase cruciale della crescita, quando il rapporto con il denaro è già in formazione.
A chiudere il percorso, la riflessione di Antonella Gioia ha ricondotto il tema a una dimensione più ampia. «Educare alla gestione del denaro significa educare alla libertà. La libertà non è fare ciò che si vuole, ma sapere scegliere con consapevolezza. Se insegniamo ai ragazzi a pianificare, a distinguere tra bisogno e desiderio, a pensare prima di spendere, stiamo offrendo loro molto più di una competenza tecnica: stiamo costruendo autonomia, responsabilità e futuro».
Dall’Intelligenza Artificiale alla pianificazione delle spese quotidiane, il filo rosso resta lo stesso. Non si tratta di aggiornare strumenti, ma di formare coscienze. In un tempo in cui l’innovazione corre veloce, la vera sfida educativa è rallentare quanto basta per comprendere, scegliere e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button