La Calabria dell’olio tra leadership produttiva e sfide per il territorio

La Calabria dell’olio non è soltanto un distretto produttivo di primo piano, ma sempre più un laboratorio di sviluppo territoriale e turistico. È questa la fotografia che emerge dal Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio, promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, da Coldiretti e da UNAPrOl e curato da Roberta Garibaldi. I dati parlano di un settore in piena espansione, capace di intrecciare agricoltura, cultura e nuove forme di economia rurale.
Tra il 2021 e il 2024 l’oleoturismo in Italia ha registrato un incremento del 37,1% nella partecipazione alle esperienze dedicate all’olio extravergine d’oliva, mentre sette italiani su dieci considerano l’extravergine un autentico simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale. Non si tratta più di una nicchia per appassionati, ma di una leva strutturale per lo sviluppo economico e territoriale. Oltre il 55% dei turisti internazionali dichiara di voler scegliere l’Italia nei prossimi anni proprio per vivere esperienze enogastronomiche, confermando la centralità del turismo del gusto nel panorama globale.
In questo scenario, la Calabria si colloca tra le regioni chiave dell’olivicoltura nazionale e ambisce a un ruolo sempre più incisivo sul piano oleoturistico. Il Rapporto conferma la sua centralità produttiva e indica per la campagna 2025/2026 una stima di circa 35mila tonnellate di olio, un dato che la consacra regina della produzione italiana per crescita e qualità, anche alla luce dei riconoscimenti ottenuti nei principali eventi fieristici nazionali e internazionali. Con circa 180mila ettari di uliveti e uno dei patrimoni varietali autoctoni più rilevanti del Paese, la regione custodisce un capitale agricolo e paesaggistico che va ben oltre la dimensione economica.
Le esperienze richieste dai turisti raccontano un cambiamento profondo. Accanto alle tradizionali degustazioni e alle visite ai frantoi, cresce l’interesse per formule immersive. Il 71% degli intervistati predilige cene in uliveto, mentre si rafforza la domanda di itinerari tra ulivi secolari, percorsi culturali e visite ai frantoi storici. Gli italiani mostrano un’attenzione marcata agli aspetti salutistici dell’olio, indicati dal 65% del campione, e a quelli culturali, scelti dal 60%. Resta tuttavia un divario informativo significativo, poiché solo il 43% conosce realmente le caratteristiche produttive del proprio territorio.
Per Coldiretti Calabria tutto questo rappresenta un potenziale enorme su cui investire con determinazione. La ricchezza paesaggistica, la qualità delle produzioni e la presenza diffusa di frantoi storici rendono la regione una destinazione ideale per sviluppare trekking tra uliveti secolari, visite guidate, degustazioni tematiche, attività formative, iniziative culturali nei borghi e modelli di turismo rurale e di comunità. L’oleoturismo viene indicato come un’opportunità strategica per valorizzare le aree interne, contrastare lo spopolamento e costruire un’economia sostenibile e destagionalizzata, capace di generare reddito e presidio sociale nei territori più fragili.
Ed è proprio la fragilità del territorio uno dei temi che animeranno l’Assemblea regionale di Coldiretti Calabria, in programma il 27 febbraio alle ore 10 nella Sala Verde della Cittadella regionale Jole Santelli a Catanzaro. L’iniziativa, dal titolo La Calabria che vogliamo, si inserisce nel percorso di mobilitazione permanente promosso dall’organizzazione per la tutela del reddito agricolo e della sovranità alimentare, oltre che per il futuro delle imprese del settore primario.
Al centro del confronto vi sarà anche uno speciale focus sul dissesto idrogeologico, con un punto sui danni causati dai nubifragi che hanno colpito la regione nelle ultime settimane. Interverranno, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, insieme ai vertici regionali di Coldiretti guidati dal presidente Franco Aceto e dal direttore Francesco Cosentini.
L’olio, in questa prospettiva, diventa identità, economia, presidio del territorio. La sfida, oggi, è trasformare la leadership produttiva in un modello integrato di sviluppo, capace di unire agricoltura, turismo e tutela ambientale in un’unica visione strategica per la Calabria che verrà.



