
Di Lucio Noctis
A Gioia del Mare, Vincenzo Cardella camminava sul lungomare. Il mare era calmo, ma lui no. Da quando la sentenza era stata annullata, aveva iniziato a dormire male. Non era la paura del processo. Era qualcos’altro. Qualcosa che aveva lasciato indietro anni prima, convinto che nessuno l’avrebbe mai trovato. Ma ora, con il fascicolo trasferito a Epizefiri, quel passato sembrava essersi rimesso in cammino. Si fermò davanti alla casa della sorella, Teresa. Lei lo guardò dalla finestra, con un’espressione che mescolava affetto e inquietudine.
«È ricominciato tutto, vero?» disse quando gli aprì la porta.
Cardella annuì. «Sì. E non so se sia un bene.»
Teresa sospirò. «Allora è il momento di dirti una cosa.»
Ma prima che potesse continuare, un’auto nera passò lentamente davanti alla casa. I vetri oscurati. Il motore al minimo. Cardella e Teresa si scambiarono uno sguardo. L’auto non si fermò. Non accelerò. Semplicemente… osservò. Poi sparì dietro la curva.
«Ne parliamo dopo», disse Teresa, chiudendo la porta con un gesto brusco.
L’uomo in giacca scura
A qualche chilometro di distanza, l’uomo in giacca scura sedeva in un bar anonimo, sorseggiando un caffè che non aveva alcuna intenzione di finire. Davanti a lui, un telefono acceso. Sul display, una foto del fascicolo Cardella.
«Il documento è sparito», disse una voce dall’altra parte della linea.
L’uomo non rispose subito. Guardò fuori dalla finestra, verso la strada bagnata.
«Bene», disse infine. «Ma non basta. Voglio sapere chi sta aiutando Cardella. E cosa sa davvero.»
Riagganciò. Poi si alzò, lasciando sul tavolo una moneta da due euro e un’ombra più lunga del necessario.
Nello studio di Ferretti
Nel suo studio, Ferretti ripose la busta anonima in un cassetto chiuso a chiave.
Poi prese il telefono e compose un numero che non usava da anni.
«Sono io», disse quando la chiamata venne accettata. «È ricominciato.»
Dall’altro lato, una voce bassa rispose: «Allora preparati. Questa volta non sarà come l’ultima.»
Ferretti chiuse gli occhi per un istante. Sapeva che quella frase non era un avvertimento. Era una promessa. E il processo Cardella non era più solo un caso giudiziario. Era diventato una partita pericolosa, in cui ogni mossa avrebbe avuto un prezzo.




