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Caulonia, il “fuori onda” in Consiglio comunale tra accuse di sessismo e scontro politico

Un’espressione captata durante la diretta dell’ultimo Consiglio comunale di Caulonia ha acceso un confronto aspro che, nel giro di poche ore, si è trasformato in un vero caso politico. Al centro della vicenda vi è una frase definita sessista, rivolta, secondo la denuncia, alla consigliera comunale Luana Franco.
La prima presa di posizione arriva dall’Assemblea delle Minoranze Consiliari della Locride, che parla di episodio “gravissimo” ed esprime “totale solidarietà” alla collega. Nel comunicato si fa riferimento a un “commento sessista e inaccettabile in qualsiasi contesto, e soprattutto in un contesto istituzionale”, sottolineando come simili “residui culturali” non dovrebbero più trovare spazio nelle amministrazioni pubbliche, chiamate a rappresentare l’intera comunità senza distinzioni di genere o appartenenza politica.
Di segno diverso il commento dell’Amministrazione Comunale di Caulonia, che interviene per respingere quella che definisce una strumentalizzazione della vicenda. Pur riconoscendo che durante la seduta vi siano stati momenti di tensione, l’ente precisa che nulla giustifica espressioni volgari, ma contesta con decisione l’attribuzione della frase ai componenti del Consiglio o alla maggioranza. In particolare, rispondendo alle accuse del gruppo Dipende da noi, che aveva parlato di “episodio di sessismo inaccettabile, espressione di una cultura maschilista che non fa onore a chi governa”, l’Amministrazione sostiene che tali affermazioni si fonderebbero su “una falsificazione della realtà” e su una ricostruzione strumentale.
Uno dei punti più controversi riguarda l’uscita dall’aula della consigliera Franco. Secondo il Comune si sarebbe trattato di un “finto abbandono”, non collegato alla frase in questione, tanto che la stessa sarebbe tornata a sedersi dopo pochi secondi, proseguendo la partecipazione ai lavori. Alla luce di questo comportamento, l’Ente interpretata la nota diffusa il giorno successivo come il tentativo di costruire “a posteriori un presunto scandalo politico” e ribadisce infine che “la frase strumentalizzata non è stata detta da nessun componente del Consiglio Comunale”, riaffermando che il Consiglio deve restare luogo di confronto e non di conflitto.
A questa versione ha replicato stretto giro la stessa Luana Franco con un intervento pubblico dai toni netti. “Quella frase è stata pronunciata. Io l’ho subita” dichiara in apertura la consigliera, che spiega dunque di non aver reagito immediatamente per lo shock provato, descrivendo un momento di smarrimento che l’ha portata ad alzarsi e ad allontanarsi dall’aula non per calcolo politico, ma per mancanza di parole. Le parole, scrive, sono arrivate solo dopo, quando alla sorpresa si è sostituita la consapevolezza dell’offesa ricevuta.
Franco accoglie la solidarietà espressa da più parti, ma critica il fatto che essa sia stata accompagnata da richieste di chiarimenti e accuse di strumentalizzazione. In particolare, sottolinea di non aver ricevuto alcuna telefonata dal sindaco Cagliuso e giudica doloroso il comunicato dell’Amministrazione, soprattutto per il riferimento al “finto abbandono”, vissuto come una seconda ferita istituzionale.
Nel suo intervento la consigliera allarga lo sguardo al clima complessivo della seduta, richiamando anche le parole rivolte al consigliere Enzo Frajia e parlando di un “clima generalizzato di aggressione e di mancanza di rispetto” che, a suo avviso, caratterizzerebbe la vita politica locale. La conclusione è insieme personale e collettiva, perché Franco rivendica la volontà di proseguire il proprio mandato e afferma che quanto accaduto non riguarda solo lei, ma “ogni donna che si espone” nello spazio pubblico. “Non accetterò mai che questo diventi normale.”
Resta così una frattura evidente tra le parti. Da un lato la denuncia di un’offesa sessista subita in aula, dall’altro la difesa dell’istituzione consiliare e il rigetto dell’accusa di maschilismo strutturale. In mezzo, una comunità chiamata a interrogarsi non solo su chi abbia pronunciato quella frase, ma sulla qualità del confronto politico e sul rispetto che deve presidiare ogni sede democratica.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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