Caulonia: allo scontro politico si aggiungono le polemiche sul verde pubblico

Il clima politico a Caulonia resta teso e attraversato da due fronti distinti ma intrecciati, entrambi emersi in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale. Da un lato la vicenda legata agli attacchi rivolti alla consigliera Franco, dall’altro le polemiche sugli abbattimenti di alberi nella Villa Angelo Frammartino e nel centro storico, oggetto di un duro affondo da parte del gruppo di opposizione RinnoviAMO Caulonia.
Sulla prima questione, l’Amministrazione Comunale ha ribadito la propria posizione con un intervento ufficiale. “Esprimere solidarietà alla consigliera Franco è un atto doveroso. Il Consiglio Comunale deve essere il luogo del confronto politico, anche duro, ma mai dello svilimento personale o dell’offesa legata al genere”, si legge nella nota diffusa dall’ente. L’episodio è stato definito grave, meritevole di una condanna netta e unanime, che – secondo quanto sostenuto dall’esecutivo – sarebbe già stata formalizzata pubblicamente.
L’Amministrazione respinge inoltre l’accusa, avanzata dalla stessa consigliera Franco, di non aver manifestato solidarietà in forma privata. “Non una telefonata, ma un comunicato pubblico con ferma e inequivocabile condanna di quanto accaduto”, viene precisato, sottolineando che la presa di posizione ha inteso tutelare non solo la consigliera ma l’intero Consiglio Comunale, ritenuto ingiustamente chiamato in causa.
Un passaggio centrale della replica riguarda la scelta della consigliera di non indicare pubblicamente il responsabile delle offese. Per l’Amministrazione si tratta di un nodo delicato. La tutela della dignità di chi denuncia viene riconosciuta come prioritaria, ma viene rivendicato con altrettanta forza il valore della trasparenza nelle istituzioni. Senza una chiara assunzione di responsabilità, si osserva, il rischio è che l’episodio resti sospeso tra indignazione e sospetto, alimentando tensioni generalizzate.
Da qui l’auspicio che la vicenda venga chiarita in modo definitivo, non per inasprire il confronto ma per affermare un principio ritenuto imprescindibile, quello secondo cui il rispetto non è negoziabile e chi sbaglia deve assumersene la responsabilità. In chiusura, l’Amministrazione invita tutte le parti a moderare i toni. Viene ricordato come, nel corso dell’ultima seduta, siano volate accuse di inciviltà e come anche il sindaco sia stato apostrofato in modo ritenuto offensivo dalla capogruppo di minoranza. “Il confronto politico non può trasformarsi costantemente in uno scontro offensivo e carico di rancore”, è l’ammonimento conclusivo.
Su un piano diverso, ma altrettanto acceso, si colloca la presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione RinnoviAMO Caulonia in merito agli abbattimenti di alberi nella Villa Comunale Angelo Frammartino e al taglio di cipressi nel centro storico. Nel Consiglio del 25 febbraio, ricordano i consiglieri di opposizione, l’Amministrazione avrebbe ammesso l’errore formulando pubbliche scuse. “Tuttavia, le sole scuse non bastano a sanare la ferita”, afferma con decisione il gruppo.
Per l’opposizione, le scuse sarebbero tardive, perché giunte a danno ormai compiuto, e incomplete, in quanto non accompagnate da una piena assunzione di responsabilità politica. Si parla apertamente di un patrimonio arboreo storico compromesso e si sostiene che, in un contesto istituzionale ordinario, simili circostanze avrebbero comportato le dimissioni degli assessori delegati.
Il cuore della contestazione riguarda però gli aspetti procedurali. Secondo quanto dichiarato in Consiglio, i lavori sarebbero stati eseguiti senza incarichi ufficiali e senza un contratto scritto preventivo. Agli atti del Comune, sempre secondo l’opposizione, non risulterebbero perizie o relazioni tecniche che prescrivano abbattimenti o potature così drastiche per i singoli alberi. Le essenze non sarebbero state oggetto di valutazioni strumentali preventive e non vi sarebbe traccia di determine di affidamento.
L’accusa è netta. Si sarebbe consentito l’accesso di mezzi privati su suolo pubblico per intervenire su un bene comune in assenza della necessaria linearità procedurale. Una ricostruzione che conduce alla domanda che il gruppo consiliare afferma di porre a nome della città: se non vi era un’urgenza certificata, né una perizia tecnica, né un atto formale di affidamento, perché si è deciso di agire in questo modo?
È un interrogativo che l’opposizione definisce inquietante e che, a suo dire, attende ancora una risposta chiara. Nel frattempo, il dibattito politico a Caulonia si muove su un crinale sottile, dove la difesa delle istituzioni, la richiesta di trasparenza e la tutela del patrimonio pubblico si intrecciano in un confronto che appare destinato a proseguire nelle prossime sedute consiliari.




