Costume e Società

Milano Cortina: un’Olimpiade di prime volte e di orgoglio italiano

Di Sharon Bennici

Una settimana fa l’Italia ha scritto una nuova e positiva pagina nella storia dello sport mondiale. Si sono conclusi infatti i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, valutati con “trenta e lode” dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), Luciano Buonfiglio. È questa la sua sintesi finale durante la conferenza stampa di chiusura dei Giochi, che si è tenuta a Casa Italia Milano, il quartier generale del CONI, che ha accolto oltre 120.000 visitatori, fungendo da punto di incontro tra sport e arte per il suo intento di celebrare il design e la cultura italiana attraverso il tema della “Musa”. La rassegna a cinque cerchi si chiude con numeri da record, superiori a quelli di Lillehammer del 1994, i Giochi che per 32 anni hanno detenuto il primato di podi (20) e ori azzurri (7): «Con l’Olimpiade di Milano Cortina anche noi contribuiamo ad arricchire la storia della nostra Repubblica e abbiamo risposto presente con questa Olimpiade dffusa, grazie ai 103 uomini e 93 donne in competizione, con 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi», dichiara Buonfiglio, che si appresta poi a porre ringraziamenti e saluti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando anche come al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sia stato conferito l’Ordine Olimpico in oro, la più alta onorificenza del Comitato Olimpico Internazionale, che ha premiato in argento altri ministri come Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Andrea Abodi e i rappresentanti degli enti locali e della Fondazione Milano Cortina guidata da Giovanni Malagò. Hanno fatto parte del programma ben 16 discipline distribuite in sei località differenti, ma ciò che più fa emozionare è come questa sia stata “un’Olimpiade delle prime volte”: la prima volta con quattro portabandiera che hanno poi vinto tutti almeno una medaglia (Federico Pellegrino, Federica Brignone, Arianna Fontana e Amos Mosaner), la registrazione del record assoluto di premi in denaro mai erogati finora nei Giochi Olimpici Invernali, il livello più alto mai riconosciuto dal Comitato Olimpico, nonché la storica posizione nel tabellone complessivo dei Paesi in gara che tiene conto della qualità e della quantità, rientrando nei primi quattro Paesi al mondo, per un totale di ben 30 medaglie ottenute. Un’Olimpiade “delle prime volte” ma anche di importanti primati storici, raggiunti da atleti come Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida, Lisa Vitozzi, Federica Brignone, Flora Tabanelli, Federico Tomasoni, Pietro e Arianna Sighel, Roland Fischnaller e Simone Deromedis. Ma non sono stati solo questo i Giochi di Milano Cortina. Ai risultati già citati si aggiunge il tributo alla bellezza per celebrare sia l’inaugurazione del 6 febbraio che la conclusione del 22 febbraio, con la quale è calato ufficialmente il sipario, tra un Tricolore che sventolava possentemente e un pubblico immerso nelle note di Ludovico Einaudi e la voce di Achille Lauro, oltre che nella Beatiful Land, il Water Cycle, un’esibizione aerea da brividi di Roberto Bolle, dove iconica e significativa è stata la scena finale culminata nella trasformazione della goccia nel Sole, segnando il passaggio verso una luce nuova, la cui svolta l’ha data proprio il nostro Paese e che è stata ben scandita ancora una volta dal Presidente del CONI, che afferma: «Ben fatto Italia! Hai mantenuto le tue promesse, sei stata di parola». Ma ancora più entusiasmante è stata la cerimonia di apertura e la calorosa partecipazione del pubblico quasi tutto italiano, di fronte a tanta identità nazionale portata all’interno dello stadio di San Siro: dalla rappresentazione attraverso i passi di due ballerini di Amore e Psiche, creata dallo scultore neoclassicista Antonio Canova, all’omaggio a Raffaella Carrà, i centurioni romani, le caffettiere, l’Infinito di Giacomo Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino e l’Inno Nazionale cantato da Laura Pausini. Per non dimenticare la fiamma olimpica che attraversa lo stadio di San Siro sulle note del Nessun dorma di Andrea Bocelli e l’emozionante tributo a Giorgio Armani, lo stilista che ha rivoluzionato l’abbigliamento maschile, scomparso lo scorso 4 settembre all’età di 91 anni. Grazie alle sue ultime bozze sulla realizzazione delle divise della nostra Nazionale, abbiamo potuto assistere alla sfilata di sessanta modelle nei colori della Bandiera Italiana. Una celebrazione di storia, cultura italiana e design, quest’ultimo racchiuso persino nei due bracieri olimpici che richiamano il genio di Leonardo da Vinci e dei suoi intrecci geometrici. L’Italia, da Paese ospitante, sfila per ultima sulle note de Le nozze di Figaro, accompagnata dal fragore del pubblico e l’orgoglio nazionale di aver mostrato l’Italia nelle sue numerose vesti davanti al mondo intero: un intreccio passato anche dalla cucina, dove gli atleti dei vari Paesi si sono detti estasiati dai nostri piatti, che ricordiamo essere patrimonio dell’Unesco, dopo i diversi e vari disagi riscontrati nelle precedenti Olimpiadi di Francia 2024. Un’esperienza unica e indimenticabile, che dimostra che quando l’Italia viene chiamata risponde, dopo un passato storico fatto di sottomissioni e di lunga lotta per l’Unificazione e acquisizione della libertà.

Redazione

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