Operazione “Malea”: pieno proscioglimento per il Sovrintendente della Polizia di Stato Domenico Sità

Si comunica che il Sovrintendente della Polizia di StatoDomenico Sità, in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Siderno, è statopienamente prosciolto da ogni addebito penalecon decreto di archiviazione emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria in data 18 dicembre 2025.
Il Sovrintendente Sità era stato sottoposto a misura cautelare degli arresti domiciliari il 25 luglio 2023 nell’ambito dell’operazione che aveva colpito presunti esponenti della cosca di Mammola, con conseguente sospensione cautelare dal servizio disposta dal Questore di Reggio Calabria ai sensi dell’art. 9, comma 1, del d.P.R. nº 737 del 25 ottobre 1981.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata annullata già nel novembre 2023e, conseguentemente, con decreto del Capo della Polizia del 28 novembre 2023, la sospensione cautelare è stata revocata con decorrenza dal 30 novembre 2023, consentendo al Sovrintendente Sità di riprendere immediatamente servizio dopo soli quattro mesi di sospensione (dal 25 luglio al 29 novembre 2023).
Il Pubblico Ministero, dott. Vittorio Fava, nella richiesta di archiviazione depositata il 25 agosto 2025 ai sensi dell’art. 408 c.p.p., ha rilevato che“in merito alla posizione dell’odierno indagato il GIP o il Tribunale del Riesame non hanno riconosciuto la gravità indiziaria in ordine ai reati ascritti”e che“non sono emersi ulteriori e significativi elementi di prova a carico del medesimo indagato nel corso delle indagini”, concludendo che“non vi siano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, non essendovi elementi di prognosi di una condanna”.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Giovanna Sergi, con decreto del 18 dicembre 2025, ha disposto l’archiviazione del procedimento ai sensi dell’art. 409 c.p.p., condividendo pienamente le valutazioni del Pubblico Ministero e ritenendo che“gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna”.
Con decreto del 18 aprile scorso, il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza ha revocato a tutti gli effetti la sospensione cautelare dal serviziosofferta dal Sovrintendente Sità dal 25 luglio al 29 novembre 2023, riconoscendo pienamente il diritto alla ricostruzione della carriera professionale e alla corresponsione di tutti gli assegni non percepiti per tale periodo, ai sensi dell’art. 97, primo comma, del d.P.R. nº 3 del 10 gennaio 1957.
La difesa del Sovrintendente Sità è stata assicurata dagli Avvocati Andrea Alvaro del Foro di Palmi e Gianni Taddei del Foro di Locri, i quali hanno dimostrato la totale insussistenza dell’ipotesi accusatoria attraverso articolate argomentazioni e pregnanti elementi a discarico, esercitando compiutamente le facoltà difensive riconosciute alla persona sottoposta alle indagini nel corso del procedimento di archiviazione, in conformità ai principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità.
Si evidenzia che, come confermato dalla consolidata giurisprudenza amministrativa, il decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato non preclude l’esercizio dell’azione disciplinare da parte dell’Amministrazione di appartenenza, la quale conserva autonomo potere di valutazione dei fatti sotto il profilo della rilevanza disciplinare.
Nel caso del Sovrintendente Sità,il Questore di Reggio Calabria ha comunicato formalmente di non intraprendere alcuna azione disciplinarenei confronti del dipendente, all’esito della vicenda penale.
L’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, all’esito di autonoma e approfondita istruttoria, ha ritenuto insussistenti persino condotte valutabili sul piano disciplinare, non ravvisando alcun elemento idoneo a configurare violazioni dei doveri d’ufficio o comportamenti lesivi del decoro dell’Istituzione.
Tale determinazione conferma latotale estraneitàdel Sovrintendente Sità ai fatti contestati e lapiena correttezzadella sua condotta professionale nell’esercizio delle funzioni di Polizia Giudiziaria.
Il Sovrintendente Domenico Sità, dopo aver subito un grave pregiudizio personale e professionale a seguito della vicenda giudiziaria, è statopienamente riabilitatosia sul piano penale che su quello disciplinare.
Gli Avvocati Andrea Alvaro del Foro di Palmi e Gianni Taddei del Foro di Locri avvieranno il procedimento per ottenere la riparazione per ingiusta detenzioneai sensi dell’art. 314 c.p.p., che riconosce il diritto a un’equa riparazione per la custodia cautelare subita a favore delle persone nei cui confronti sia pronunciato provvedimento di archiviazione quando il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato.




