Costume e Società

Tre gemelline a Locri, la vita che si moltiplica e diventa segno di speranza

Mentre a Locri si celebrava la vita con laGiornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati, un evento raro e straordinario prendeva forma tra le corsie dell’ospedale cittadino.Il 30 aprile 2026 resterà impresso nella memoria collettiva per la nascita trigemellare di tre bambine, un caso eccezionale per il presidio sanitario locrese, capace di trasformare una giornata già simbolica in un momento di autentica emozione condivisa.
Nel reparto di Ginecologia e Ostetricia sono venute alla luce Vanessa, Valeria e Valentina,nate con parto cesareo pretermine ma in buone condizioni di salute, sotto l’attenta supervisione dei sanitari. La madre, Odion Iyare, cittadina nigeriana residente a Stignano insieme al marito Monday Iyare, ha affrontato un momento delicato con coraggio, accolta da una macchina organizzativa che ha saputo rispondere con efficienza e umanità. Le neonate sono attualmente monitorate nel reparto di Pediatria, mentre la famiglia, già composta da quattro figli – tra cui un’altra coppia di gemelli –raggiunge oggi i nove componenti, disegnando una storia famigliare che ha i tratti della resilienza e della speranza.
Determinante è stato il lavoro corale dell’équipe medica.L’intervento cesareo è stato eseguito sotto la direzione del dottor Giuseppe Macrì, con i dottori Rubio Rojas Reinerio e Barbara Circosta in prima linea, affiancati dalle ostetriche Federica Auddino e Letizia Carbone. Fondamentale anche il contributo dell’anestesista e primario Francesco Sinopoli e dell’infermiera Marinella Caroleo. Sul fronte pediatrico, sotto la guida della dottoressa Rosanna Lia, la dottoressa Tails Rodriguez e le infermiere Filomena Zucco e Chiara Commisso hanno garantito un’assistenza immediata e costante.Un lavoro di squadra impeccabile, capace di affrontare un parto complesso e raro con tempestività, competenza e grande attenzione umana.
La notizia si è diffusa rapidamente in tutta la Locride, suscitando una reazione unanime di gioia e partecipazione. Tra i primi a esprimere vicinanza, il vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Francesco Oliva, che ha definito«la nascita delle tre bambine un dono straordinario, un segno di speranza che illumina la nostra comunità», sottolineando al contempo la gratitudine verso il personale sanitario e assicurando il sostegno della Diocesi attraverso la Caritas e l’Ufficio Migrantes. Una rete di solidarietà che si è attivata con immediatezza, offrendo supporto concreto alla famiglia.
In questo solco si inserisce anche l’impegno dell’associazioneMamma Giulia Accogliedi Camini, da tempo accanto agli Iyare nei percorsi di integrazione.È stata avviata una raccolta solidale di beni di prima necessità per le neonate, dai vestitini ai pannolini, fino ai giochi, con un invito rivolto a tutta la comunità a partecipare attivamente. Un gesto semplice ma eloquente, che restituisce il volto di un territorio capace di farsi comunità nel momento del bisogno.
E mentre in città si accoglievano simbolicamente i 72 bambini nati nel 2025, all’interno del Festival delle FiabeLeggere nella città di Zaleuco,la nascita delle tre gemelline ha assunto il valore di un segno quasi narrativo, come se la realtà avesse deciso di superare la fantasia. Nel riqualificato Centro per le Famiglie, grazie al progettoFamily Power – Educare in Comune, la festa si è svolta tra sorrisi e piccoli gesti di attenzione, con la partecipazione delle istituzioni, degli educatori e delle associazioni locali.
In fondo, come scriveva Cesare Pavese, “vivere è cominciare sempre, ad ogni istante”. A Locri, quel cominciare ha avuto il volto di tre bambine, arrivate insieme a ricordare che anche nei contesti più fragili la vita trova sempre il modo di farsi strada, moltiplicando non solo i numeri, ma soprattutto il senso profondo di una comunità.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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