Dal Porto di Gioia Tauro alla sicurezza nei cantieri, Tridico: «Non si può restare indifferenti»

Dal ruolo strategico del Porto di Gioia Tauro nel Mediterraneo al dramma delle morti sul lavoro in Calabria. Sono due temi diversi ma accomunati, secondo l’europarlamentare Pasquale Tridico, dalla necessità di una presa di posizione più netta da parte delle istituzioni italiane ed europee.
Nel primo intervento, il capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles interviene sulla vicenda dei container bloccati nel porto di Gioia Tauro dopo le segnalazioni del Movimento BDS. Secondo quanto emerso, otto container fermati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane avrebbero contenuto barre di acciaio provenienti da un’acciaieria indiana che rifornirebbe il settore della difesa israeliano.
Per Tridico,«il Porto di Gioia Tauro non può, e non deve, trasformarsi in un nodo logistico per il traffico di armamenti verso teatri di guerra attivi». L’europarlamentare sottolinea il valore strategico dello scalo calabrese, definendolo «la prima piattaforma di transhipment del Mediterraneo» e un’infrastruttura cruciale per l’economia regionale e per i corridoi commerciali europei.
Nel suo intervento, Tridico esprime sostegno alla posizione unitaria assunta dalle organizzazioni sindacali dei trasporti della provincia di Reggio Calabria — FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti, UGL Trasporti e SUL — che hanno chiesto chiarezza sui traffici commerciali in transito nel porto.«Le lavoratrici e i lavoratori portuali hanno detto con chiarezza quello che le istituzioni competenti avrebbero dovuto dire prima: nessuna complicità, diretta o indiretta, nel trasporto di strumenti di morte», afferma.
L’europarlamentare richiama inoltre il quadro normativo nazionale ed europeo. Da un lato la legge italiana 185 del 1990, che vieta esportazione e trasferimento di armamenti verso Paesi coinvolti in conflitti armati o responsabili di violazioni dei diritti umani; dall’altro il Regolamento UE 2021/821 e la Posizione Comune PESC 2008/944, che disciplinano il controllo sull’export di materiali a duplice uso e di armamenti.
Tridico chiede quindi«controlli sistematici e continuativi su tutti i container in transito»e invita anche la Regione Calabria ad assumere una posizione pubblica chiara sulla questione, annunciando inoltre l’intenzione di portare il caso nelle sedi parlamentari europee competenti.
Il secondo intervento dell’europarlamentare arriva invece nella Giornata dell’Europa ed è dedicato al tema delle morti sul lavoro, dopo i recenti incidenti mortali registrati in Calabria. Un richiamo forte che parte proprio dal significato storico del 9 maggio e dalle origini dell’Unione Europea, nata — ricorda Tridico — attorno al lavoro e alla cooperazione economica con la CECA.
«Morire di lavoro nel 2026, in un Paese dell’Unione Europea, non può essere considerato destino», afferma l’esponente del M5S, sottolineando come dietro molte tragedie si nascondano carenze nei controlli, precarietà e insufficiente cultura della sicurezza.
Secondo i dati citati da Tridico, nel 2024 in Calabria si sono registrate 26 morti sul lavoro e oltre 8.800 denunce di infortunio, mentre le rilevazioni più recenti parlano di un incremento del 30% degli incidenti in itinere nel primo trimestre del 2026 rispetto all’anno precedente. A preoccupare maggiormente è soprattutto il comparto dell’edilizia, in una fase caratterizzata dall’apertura di numerosi cantieri legati al PNRR e alle infrastrutture.
Per l’europarlamentare,«più cantieri senza un rafforzamento dei controlli significa aumentare il rischio». Da qui la richiesta al Governo e alla Regione Calabria di un piano straordinario per il potenziamento degli organi ispettivi, dall’Ispettorato nazionale del lavoro agli SPISAL fino alle ASP territoriali.
Nel suo intervento, Tridico richiama anche le direttive europee sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sostenendo però che le norme «non bastano se non vengono applicate con continuità e rigore». Infine, rilancia il dibattito sul riconoscimento dell’omicidio sul lavoro come fattispecie penale autonoma, tema che da anni attraversa il confronto politico nazionale.
Due interventi distinti, dunque, ma accomunati da un messaggio politico preciso: per Tridico, tanto nella gestione dei traffici internazionali quanto nella tutela della sicurezza dei lavoratori, le istituzioni non possono più permettersi ambiguità o ritardi.




