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Roccella Jonica: la primavera si chiude con tre giorni di grande jazz

Tre giorni di musica, incontri e contaminazioni artistiche per accompagnare la primavera verso l’estate e preparare il terreno alla 46ª edizione del Festival Internazionale del Jazz di Roccella. Dal 12 al 14 giugno torna infatti la seconda e conclusiva parte della Spring Edition del Roccella Jazz FestivalRumori Mediterranei, una formula sperimentata per la prima volta quest’anno e nata come alternativa alla tradizionale edizione natalizia.
L’esperimento, inaugurato a marzo, ha trasformato Roccella Jonica in un punto d’incontro tra culture, linguaggi e sonorità provenienti da diversi contesti internazionali. Un percorso che ora arriva al suo atto finale con un programma articolato tra concerti, mostre e produzioni originali, tutte a ingresso gratuito grazie al sostegno della Regione Calabria nell’ambito dell’Avviso Eventi Straordinari.
Gli appuntamenti si svolgeranno tra Largo Colonne e Palazzo Carafa, con un’area dedicata a food e beverage che accompagnerà il pubblico durante le serate del festival.
Tra gli elementi più significativi dell’edizione spiccaTale of Place: Roccella Jonica, progetto internazionale curato da Stella Colaleo, Michael Hersrud, Eman Makki e Simone Muscolino e prodotto da Sonic Jeel, laboratorio di ricerca interdisciplinare del VCUarts Qatar Institute for Creative Research. L’iniziativa, sostenuta dalla Qatar Foundation e realizzata con il patrocinio del Comune di Roccella Jonica e dell’Ambasciata d’Italia a Doha, mette in dialogo ricerca sul territorio e interpretazione artistica attraverso immagini, suoni e narrazioni capaci di costruire un ponte culturale tra la Calabria e la comunità creativa del Qatar.
Il programma musicale prenderà il via il 12 giugno alle 18 con il chitarrista Lorenzo Iorio e il suo progettoTuning the Life, una proposta che intreccia improvvisazione, jazz contemporaneo e ricerca timbrica. In serata, alle 21, riflettori puntati suRound About Miles, omaggio al centenario della nascita di Miles Davis ideato dal sassofonista Roberto Ottaviano. Sul palco sarà presente anche Flavio Boltro, tra i più autorevoli trombettisti italiani, in uno spettacolo che unirà musica e racconti attraverso le testimonianze del giornalista e storico del jazz Ugo Sbisà, amico personale del grande musicista americano.
La giornata del 13 giugno si aprirà all’Ex Convento dei Minimi con l’inaugurazione della mostraTale of Place: Roccella Jonica, che resterà visitabile fino al 10 agosto. Nel pomeriggio spazio a Quel Trio, formazione orientata verso le sonorità del jazz contemporaneo e sperimentale, mentre la sera sarà dedicata aEttore Fioravanti 6etOpus Magnum, progetto guidato da uno dei batteristi più autorevoli del panorama jazzistico nazionale. Il sestetto proporrà composizioni originali in cui convivono scrittura orchestrale, improvvisazione e libertà espressiva.
Il gran finale è previsto il 14 giugno. Nel pomeriggio Palazzo Carafa ospiterà la presentazione della pubblicazione collegata aTale of Placee una performance dal vivo di Gabriele Albanese e Simone Muscolino. Alle 21, in Largo Colonne, la chiusura sarà affidata aMaria Pia De Vito conBuarqueana, il progetto discografico dedicato all’opera di Chico Buarque de Hollanda. Un lavoro nato da anni di confronto diretto con il celebre artista brasiliano e costruito attorno alla traduzione in lingua napoletana delle sue canzoni, in un intreccio di memoria, identità e jazz che unisce idealmente Napoli e Rio de Janeiro.
Con questa Spring Edition il Roccella Jazz Festival conferma la propria capacità di andare oltre la dimensione del grande evento estivo, consolidando il ruolo di presidio culturale permanente del territorio.La musica diventa così occasione di dialogo tra comunità, discipline e culture differenti, mentre Roccella si conferma ancora una volta uno dei principali punti di riferimento del jazz italiano e internazionale nel Mediterraneo.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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