Costume e Società

L’eredità de “La leggenda degli zingari”, progetto diventato patrimonio di una comunità

Quando si conclude un progetto culturale di successo, la domanda più naturale riguarda ciò che rimane una volta spenti i riflettori. Nel caso deLa leggenda degli zingari, la risposta non si misura soltanto nei riconoscimenti ottenuti o nelle migliaia di persone raggiunte, ma soprattutto nell’eredità culturale e sociale lasciata a un territorio che, grazie a questa esperienza, ha imparato a guardarsi con maggiore fiducia.
L’opera editoriale ideata dal docente Pietro Cremona, arricchita dalle fotografie di Domenico Cavallo e dalle musiche originali di Bruno Panuzzo, si è trasformata nel tempo in un autentico racconto collettivo, capace di raccontare la Locride ben oltre i suoi confini geografici. Un percorso iniziato con un debutto internazionale che sembrava quasi impensabile per un progetto nato in una piccola realtà del Sud Italia.
La prima tappa di questo viaggio è stata infatti Washington, dove l’opera è stata presentata nella prestigiosa Capitol Hill Books. Da quel momento è iniziato un cammino costellato di incontri e riconoscimenti che ha portatoLa leggenda degli zingaria essere presentata in numerose città italiane e a conquistare l’attenzione di importanti personalità del mondo della cultura e delle istituzioni.
Tra coloro che hanno ricevuto l’opera figuranol’attrice Ornella Muti, l’attore Antonio Tallura e l’attivista Kerry Kennedy, mentre nel corso del tempo sono giunti attestati di apprezzamento dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da Papa Leone XIV. Particolarmente significativo anche il successo ottenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove il progetto ha raccolto consensi da parte del pubblico e degli operatori del settore.
Dietro questi risultati c’è il lavoro della Brumar Editore e della Fondazione Cremona, che hanno dimostrato comepassione, professionalità e perseveranza possano trasformare un’iniziativa nata nella frazione di Prestarona di Canolo in un progetto di respiro internazionale.
L’esperienza, però, non si è limitata alla promozione di un’opera editoriale. Attraverso ilPremio Incontri Notevoli 2026, fondato da Bruno Panuzzo,La leggenda degli zingariha acceso i riflettori sulle tante persone che quotidianamente contribuiscono alla crescita della Locride con il loro lavoro, il volontariato, la cultura e l’impegno civile. Un messaggio rafforzato anche dal progetto dell’autobus multimediale, che ha coinvolto gli studenti di Locri e Gerace in un percorso educativo e creativo.
Tra le iniziative che hanno riscosso maggiore attenzione figura ancheil video in stile cartoon ispirato all’estetica dello Studio Ghibli, realizzato dalla creatività di Claudia David sulle musiche di Bruno Panuzzo. Nato quasi come un esperimento artistico, il filmato ha rapidamente conquistato migliaia di visualizzazioni sui social network, fino a diventare uno dei momenti più emozionanti della serata conclusiva del Premio Incontri Notevoli.
Il viaggio del cartoon è poi proseguito con la proiezione in apertura del saggio di fine anno della Scuola di Danza Evolve, diretta da Giusy Zappavigna, davanti a migliaia di spettatori.Un finale simbolico che non ha rappresentato la conclusione del progetto, ma l’inizio della sua eredità, destinata a vivere attraverso gli elaborati prodotti dagli studenti, le relazioni costruite e il senso di appartenenza rafforzato nel territorio.
È proprio questo il lascito più autentico deLa leggenda degli zingari, aver contribuito a rendere una comunità più consapevole del proprio valore, riconoscendo il lavoro spesso silenzioso di chi ogni giorno si impegna per il bene comune. Un’opera che ha saputo raccontare una Calabria diversa, fatta di cultura, creatività e partecipazione, dimostrando che anche da un piccolo centro come Prestarona di Canolo possono nascere storie capaci di parlare al mondo e di restituire orgoglio a un’intera comunità.

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Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

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