L’eremita che aveva scelto la libertà
Al biancheggiar della recente luna - Nugae

DiAnna Costa
Quella vita fatta di lunghi ritorni estivi in Calabria era soltanto una tappa. Dopo aver ricostruito sé stessa, Francesca maturò una decisione destinata a cambiare per sempre la sua esistenza: lasciare definitivamente Avellino e ritirarsi sulle colline di Bovalino, scegliendo una vita di solitudine, preghiera e libertà.
Si portò giù anche il cavallo, che fece custodire nel vicino maneggio e decise di cambiare radicalmente la sua esistenza, ritirandosi in solitudine sulle colline alle spalle del paese dove aveva comprato un grande terreno su cui si ergeva un rudere, che lei rese abitabile nell’essenziale.
Per tutti divenne Francesca l’eremita!
Viveva in preghiera, già dalle prime ore dell’alba e si coricava letteralmente “con le galline” appena faceva buio… Suoi compagni erano tre amati cani, Alef e Bet, due maschi e la bionda Gimel, un gatto zoppo, due pecore, un maschio e una femmina alcune galline, oltre il suo amato cavallo che lei montava tre volte a settimana, soprattutto per libere cavalcate in campagna, fino a quando non è morto di vecchiaia, un dolore atroce.
Francesca non mangiava né carne e né pesce perché rispettava troppo gli animali; zappava la terra e la coltivava, annaffiando le piante di ulivo e da frutto grazie all’acqua del pozzo; aveva imparato a scrivere icone, era bravissima! Si trattava del suo modo tutto speciale di pregare e le tavole, una volta finite, erano poste sulla parete, a costituire l’angolo della sua quotidiana contemplazione, accanto al computer, che la collegava al mondo.
Riceveva qualche visita di amici, i quali si rivolgevano a lei per i suoi saggi consigli e talvolta rimanevano a cena per due spaghetti sotto la veranda che dava sul “giardino delle beatitudini” come lo chiamava lei.
Se n’è andata dopo alcuni mesi di grandi sofferenze in una notte di aprile di qualche anno fa e con lei se n’è andata anche una parte di me, quella che ha fatto un tratto di strada con lei, la strada più bella, più sincera, più profonda.
O, forse, lei continua a vivere nei gesti, nei pensieri, nelle riflessioni, di tutti coloro che l’hanno conosciuta.




