
Prima il no dell’ex presidente della Regione Mario Oliverio, poi l’iniziativa unitaria delle forze di opposizione in Consiglio regionale.Si intensifica il fronte contrario alla proposta di riforma del trasporto pubblico locale che prevede la soppressione di ARTCal e la sua sostituzione con AMCal, una società per azioni interamente pubblica, un cambiamento che, secondo i critici, modificherebbe in profondità il modello di governo della mobilità calabrese senza un adeguato confronto istituzionale e pubblico.
Oliverio definisce la proposta «inaccettabile e inquietante», sostenendo che non si tratti di una semplice revisione tecnica ma diuna trasformazione radicale della governance del sistema dei trasporti regionali. L’ex governatore ricorda come il Piano Regionale dei Trasporti, aggiornato solo poche settimane fa dalla Giunta, indicasse invece il rafforzamento di ARTCal quale cabina di regia del settore. Da qui una serie di interrogativi rivolti all’amministrazione regionale sulle ragioni che avrebbero determinato un così repentino cambio di indirizzo, chiedendo di conoscere le valutazioni tecniche, le analisi comparative e i benefici concreti che deriverebbero dal passaggio da un ente di diritto pubblico a una società di capitali.
Secondo Oliverio,la riforma arriva inoltre in un momento particolarmente delicato, a pochi mesi dalla scadenza del 31 dicembre prossimo, termine entro il quale la Regione dovrebbe concentrare gli sforzi per predisporre le gare del trasporto pubblico locale. L’apertura di un nuovo cantiere istituzionale rischierebbe invece, a suo giudizio, di rallentare ulteriormente un percorso già segnato da ritardi. L’ex presidente richiama anche i risultati ottenuti da ARTCal nella gestione del contratto di servizio con Trenitalia, che avrebbe contribuito al rilancio del trasporto ferroviario regionale grazie agli investimenti sui nuovi convogli.Sostituire oggi quell’assetto senza una chiara motivazione di interesse pubblico, osserva, alimenta dubbi sulla reale finalità dell’operazione.
Sulla stessa linea si colloca l’iniziativa dei gruppi consiliari di opposizione, che hanno depositato una richiesta formale al presidente della Seconda Commissione permanente e al presidente del Consiglio regionale chiedendol’immediata sospensione dell’esame del provvedimento e l’avvio di un ampio ciclo di audizioni. Il documento è stato sottoscritto dai capigruppo Francesco De Cicco, Ernesto Francesco Alecci, Elisa Scutellà, Vincenzo Bruno e Filomena Greco.
Per le opposizioni,il sistema della mobilità calabrese attraversa una fase estremamente delicata, caratterizzata dalle continue proroghe dei contratti di servizio nel trasporto su gomma, una situazione già oggetto di attenzione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e potenzialmente in contrasto con la normativa europea. Un ulteriore rinvio delle gare pubbliche potrebbe esporre la Calabria a contenziosi e perfino a riduzioni delle risorse del Fondo nazionale trasporti.
Nel documento viene inoltre richiamato il ritardo nell’elettrificazione della linea ferroviaria ionica, considerata un’infrastruttura strategica per consentire l’integrazione tra trasporto ferroviario e su gomma e garantire servizi più efficienti a pendolari, studenti e turisti.
L’opposizione ritiene che una riforma destinata a modificare la natura giuridica e la governance dell’ente non possa essere approvata senza il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati.Per questo chiede di convocare in audizione i sindaci delle principali città calabresi, i vertici di ARTCal, le associazioni delle imprese del trasporto, le organizzazioni sindacali, i comitati dei pendolari e le associazioni dei consumatori, affinché siano valutati gli effetti finanziari, organizzativi e occupazionali della riforma prima dell’approdo in Aula.
Il messaggio che arriva sia da Oliverio sia dalle minoranze consiliari converge su un punto preciso.Una scelta destinata a incidere sul futuro del trasporto pubblico regionale deve essere discussa in modo trasparente, con il coinvolgimento delle istituzioni, degli operatori del settore e dei cittadini, evitando accelerazioni procedurali su un servizio ritenuto essenziale per lo sviluppo della Calabria.




