Cala il numero dei medici di base: “Si sta creando diseguaglianza sociale”

DiAndrea Ussia – Noi Moderati Monasterace
Stiamo assistendo alla netta scomparsa dei medici di base, una figura di riferimento a cui ogni famiglia si rivolgeva anche per i più piccoli consigli, una rassicurazione e una prima diagnosi fondamentale. Oggi, per milioni di cittadini italiani, quella figura quella figura è diventata un miraggio, un lusso o meglio una necessità non garantita. La carenza cronica dei medici di base di medicina generale ha smesso di essere un’emergenza temporanea, ma si è trasformata in una crisi strutturale che sta letteralmente smantellando il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, partendo dalle sue fondamenta: il territorio.
La cronaca quotidiana descrive una situazione ormai insostenibile. Interi Comuni, quartieri periferici e aree interne si trovano improvvisamente privati della copertura assistenziale. Quando un medico va in pensione trovare un sostituto è diventata un’impresa titanica. Il risultato? Migliaia di pazienti – spesso anziani, fragili o affetti da patologie croniche – vengono lasciati al proprio destino, rimbalzati da un ufficio all’altro o costretti ad ambulatori provvisori e sovraffollati. Le conseguenze: Pronto Soccorso al collasso, Prevenzione azzerata, diseguaglianza sociale. Non è una calamità naturale imprevedibile, ma l’esito ampiamente annunciato di anni di programmazione fallimentare. La salute non è un costo da tagliare, ma un diritto Costituzionale da difendere. Chiedere la presenza stabile di un medico di base sul territorio non è una pretesa, è un diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione, l’ASP di Reggio Calabria ha il dovere di intervenire a sanare questa situazione intollerabile. Vi sono dei medici di base che hanno fatto richiesta di ulteriori due anni di proroga al servizio; la risposta è stata negativa, si vuol sapere la motivazione. A Monasterace, tra pochi giorni, 3.000 utenti si troveranno senza medico di base; quale soluzione ha auspicato l’ASP di Reggio Calabria, il Presidente della Regione Calabria nonché assessore alla sanità ad interim? Perché non concedere la proroga a colui o coloro che hanno ancora l’indole di essere al servizio della popolazione per far spazio a medici che tardano ad arrivare o, meglio, tarderanno ad arrivare? Questa vuole essere una nota di impegno a cui rispondere con i provvedimenti del caso in maniera esaustiva ed urgente, perché la salute non può aspettare.




