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Lamezia, Cariglino richiama Spinoza: «La città ostaggio delle passioni tristi»

A Lamezia Terme lo scontro politico che ha fatto seguito alla revoca della delega a un’assessora e alla rottura di una parte della maggioranza continua ad alimentare polemiche, accuse reciproche ed esposti. Ma per Antonello Cariglino, presidente del circolo cittadino di Azione, la questione più importante non riguarda l’individuazione di vincitori e vinti.La vera domanda, sostiene, è capire a chi giovi realmente questo conflitto.
Con un intervento che intreccia riflessione politica e filosofia, Cariglino sceglie infatti di leggere la crisi amministrativa attraverso il pensiero diBaruch Spinoza, richiamando la distinzione tra immaginazione e conoscenza razionale contenuta nell’Ethica. Secondo il dirigente di Azione, gran parte del dibattito pubblico resta prigioniera di una conoscenza superficiale, costruita su impressioni, risentimenti e contrapposizioni personali più che sulla comprensione delle cause profonde degli eventi.
«Dichiarazioni sui social, accuse di slealtà e ritorsioni verbali – osserva – descrivono uno scontro in cui ciascuno vive i fatti come un torto subito, senza interrogarsi davvero sulle ragioni che li hanno prodotti». È questo, nella lettura proposta da Cariglino, il terreno delle “passioni tristi”, quelle emozioni che finiscono per governare gli individui anziché essere governate dalla ragione.
L’analisi si sposta poi sul concetto di bene comune. Richiamando ancora Spinoza, Cariglino sostiene chebene e male non siano categorie assolute, ma giudizi che spesso nascono dal rapporto tra gli interessi di chi agisce e gli effetti che un evento produce sulla sua posizione. In politica, avverte, il rischio consiste nel presentare come interesse della città ciò che in realtà rafforza soprattutto il potere, la visibilità o il peso negoziale di una parte.
Da qui nasce una riflessione più ampia sulle dinamiche interne ai partiti. Dietro le rotture di maggioranza e i cambi di schieramento, afferma il presidente del circolo lametino, non agiscono soltanto le strategie delle sigle politiche, ma anche il“conatus” individuale, lo sforzo di ciascun rappresentante di consolidare la propria collocazione, la propria rielezione e i propri rapporti di forza. Un intreccio di interessi personali, di partito e istituzionali che rende spesso difficile per i cittadini distinguere le motivazioni reali dalle argomentazioni di principio.
Per questo, insiste Cariglino,l’elettore dovrebbe spostare l’attenzione dalla polemica agli interessi in gioco. La maturità democratica non si misura dalla capacità di scegliere una tifoseria, bensì dalla comprensione delle cause che producono i conflitti politici e delle convenienze che li alimentano.
Il dirigente di Azione chiude con un’ultima osservazione dal valore simbolico. Nel lessico spinoziano, ricorda,“azione” è il contrario di “passione”: non uno slogan di partito, ma un promemoria etico. La responsabilità di chi fa politica dovrebbe consistere proprio nel trasformare l’indignazione e l’appartenenza automatica in un giudizio autonomo, fondato sulla conoscenza e sulla consapevolezza. Un invito che Cariglino rivolge innanzitutto ai cittadini di Lamezia in vista delle future scelte elettorali.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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