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Coldiretti Calabria: “Difendere il Made in Italy significa tutelare grano, allevamenti e ulivi”

La difesa delle produzioni calabresi passa dalla trasparenza, dalla reciprocità delle regole e dalla capacità di intervenire rapidamente nelle emergenze fitosanitarie.È il filo conduttore delle tre iniziative con cui Coldiretti Calabria rilancia il proprio impegno a sostegno degli agricoltori, affrontando temi che riguardano direttamente la qualità del cibo, la competitività delle imprese e la salvaguardia del patrimonio agricolo regionale.
Sul fronte della cerealicoltura, l’organizzazione agricola accoglie con favore la campagna del Ministero dell’Agricoltura dedicata allapasta realizzata con grano 100% italiano, definendola un’importante operazione di trasparenza nei confronti dei consumatori. Per una regione come la Calabria, tra le principali aree cerealicole del Mezzogiorno, la questione assume un valore strategico: migliaia di aziende producono grano di qualità, ma spesso il loro lavoro viene penalizzato dalla concorrenza di materie prime importate e da etichette che, secondo Coldiretti, non rendono immediatamente evidente l’origine del grano utilizzato.
«Se il consumatore sceglie l’Italia, deve trovare Italia anche nel piatto» è il messaggio che accompagna la richiesta di rendere l’origine della materia prima sempre più chiara sugli scaffali. L’associazione ringrazia il ministro Francesco Lollobrigida per l’iniziativa, ma chiede un ulteriore passo avanti con maggiori controlli nei porti e alle frontiere, strumenti moderni per la tracciabilità e un’azione decisa contro quelli che definisce i «trafficanti del grano», responsabili di alimentare speculazioni a danno del reddito degli agricoltori.
Lo stesso principio di equità viene richiamato nella valutazione positiva della decisione dell’Unione Europea che, dal3 settembre, ha bloccato l’ingresso di carne e altri prodotti di origine animale provenienti dal Brasile qualora non rispettino gli standard europei.Per Coldiretti Calabria si tratta di una vittoria del principio di reciprocità: stesse regole per tutti, senza concorrenza sleale.
Gli allevatori italiani, sottolinea l’organizzazione, sono chiamati a rispettare norme rigorose in materia di sicurezza alimentare, benessere animale, tracciabilità e uso dei farmaci. Consentire l’ingresso di prodotti ottenuti con criteri differenti significherebbe alterare il mercato e mettere in difficoltà le imprese che investono quotidianamente in qualità e sostenibilità. Per questo Coldiretti auspica che il precedente venga esteso anche ad altre produzioni importate, a partire dal grano canadese trattato in preraccolta con sostanze non consentite agli agricoltori europei.
Accanto alle questioni commerciali emerge poi la grande preoccupazione per laXylella fastidiosa, dopo l’individuazione di un focolaio in contrada Olivetella, nel territorio di Taurianova. Coldiretti Calabria giudica tempestiva la risposta della Regione, che ha immediatamente attivato un tavolo di crisi e disposto le misure fitosanitarie previste dalla normativa.
I controlli hanno accertato la presenza del batterio susette piante di olivodelle trentacinque campionate, determinando l’istituzione di una zona infetta di 50 metri e di una zona cuscinetto di 2,5 chilometri che interessa parti dei comuni di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. Contestualmente sono state avviate le procedure di eradicazione e un monitoraggio rafforzato dell’area.
«Attenzione alta e massimo coordinamento, senza allarmismi», dichiara il presidente di Coldiretti CalabriaFranco Aceto, che annuncia l’attivazione immediata della rete territoriale per assistere le aziende agricole, informare i produttori e favorire la corretta applicazione delle prescrizioni fitosanitarie. Secondo Aceto, la rapidità dell’intervento rappresenta l’elemento decisivo per impedire che il batterio possa estendersi e compromettere il patrimonio olivicolo calabrese.
Dalla pasta alla carne, fino agli ulivi, Coldiretti Calabria individua dunque una linea comune:proteggere il valore delle produzioni regionali significa garantire regole uguali per tutti, trasparenza verso i consumatori e una collaborazione costante tra istituzioni, ricerca e imprese agricole.Una strategia che punta a difendere non solo il reddito degli agricoltori, ma anche la qualità delle eccellenze che rappresentano l’identità agroalimentare della Calabria.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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