Costume e Società

Dialog Festival: dalla Villa Romana di Casignana parte la sfida per il futuro della Locride

La Locride non vuole più limitarsi a custodire il proprio passato, ma trasformarlo in una leva di sviluppo, identità e futuro.È il messaggio emerso durante gli incontri svoltisi venerdì scorso nell’ambito della terza edizione delDialog Festival, che nella suggestiva cornice della Villa Romana di Casignana ha riunito amministratori, studiosi, ricercatori e cittadini in una giornata capace di intrecciare riflessione politica e innovazione scientifica.
Il momento centrale è stato il ForumArcheologia, Territorio e Futuro, durante il qualeOfficine delle Idee ha lanciato ufficialmente la proposta di istituire la Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico, un riconoscimento oggi inesistente che nascerebbe proprio dalla Locride. L’obiettivo, come ha spiegato il direttore artistico Antonio Blandi, non è premiare il sito archeologico più prestigioso, ma valorizzare quei territori capaci di costruire reti tra comunità, istituzioni e operatori culturali, trasformando il patrimonio storico in un motore di crescita economica e sociale.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Casignana, Rocco Celentano, che ha richiamato la responsabilità delle comunità nel conoscere e valorizzare il proprio patrimonio.«Non si può amare ciò che non si conosce e non si può tutelare ciò che non si comprende», ha affermato, indicando la Villa Romana come un bene vivo da restituire ai giovani, alle scuole e ai visitatori attraverso una visione condivisa che superi i confini dei singoli Comuni.
A sostenere concretamente il progetto è stato ilGAL Terre Locridee, con il presidente Francesco Macrì e il direttore Guido Mignolli, che ha illustrato tre linee operative: una call internazionale di idee per la valorizzazione dei parchi archeologici, programmi europei dedicati ai giovani e la nascita di imprese culturali e creative, confermando la disponibilità del GAL a predisporre il dossier di candidatura, con l’obiettivo di rendere la Locride la prima Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico nel 2028.
L’archeologo dell’Università di Perugia Gianluca Grassigli ha definito l’iniziativa «una risposta concreta a un problema nazionale», ricordando come l’Italia possieda una straordinaria costellazione di piccoli siti archeologici che soltanto una rete territoriale può rendere realmente attrattivi. A chiudere il Forum è stato il vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Crinò, che ha proposto la nascita diun tavolo permanente tra Comuni, GAL, Regione, Città Metropolitana e associazioniper trasformare quella che sembrava una provocazione in un autentico progetto politico e culturale.
Il dibattito ha coinvolto anche numerosi sindaci e amministratori della Locride, concordi sulla necessità di inserire stabilmente gli istituti scolastici, gli operatori economici e il mondo dell’associazionismo nel percorso di candidatura, affinché i luoghi dell’archeologia tornino a essere spazi di aggregazione e identità collettiva.
Se il Forum ha guardato al futuro del territorio, la seconda parte della giornata ha mostrato il futuro della ricerca. L’incontroQuando la geofisica incontra l’archeologiaha infatti presentato i risultati delle più recenti indagini scientifiche condotte dalla Soprintendenza e dall’Università di Perugia, segnandoil ritorno degli scavi alla Villa Romana dopo quasi vent’anni.
Il responsabile scientifico del sito, Andrea Maria Gennaro, ha spiegato come le nuove tecnologie abbiano aperto una fase completamente diversa nello studio del complesso archeologico, rendendo possibile una divulgazione più efficace anche attraverso i contenuti diffusi sui social dalla Soprintendenza. Droni, rilievi laser, termografia, georadar, geoelettrica e carotaggi consentono oggi di leggere il sottosuolo senza alterarlo, costruendo una dettagliata mappa tridimensionale dell’antica villa e del paesaggio circostante.
Il geologo Antonio Scrivo ha illustrato l’approccio interdisciplinare che unisce geologia e archeologia per ricostruire non soltanto gli edifici, ma anche il rapporto della villa con il mare, i sedimenti e le attività economiche dell’epoca romana. Ancora più sorprendenti i risultati presentati da Giuseppe Ferraro, che ha spiegato comele indagini su un’area di circa trenta ettari abbiamo individuato decine di anomalie riconducibili a muri, ambienti e pavimentazioni sepolte, soprattutto nella fascia compresa tra la ferrovia e il litorale.
I carotaggi hanno inoltre confermato chela linea di costa romana era molto diversa da quella attualee che la Villa sorgeva su una duna affacciata direttamente sul mare, rafforzando l’ipotesi di un grande complesso residenziale legato ai traffici marittimi. Perfino una presunta struttura portuale si è rivelata, grazie alla datazione al Carbonio 14, una formazione naturale risalente a circa quattromila anni fa, offrendo nuove informazioni sull’evoluzione geologica della costa.
Ricerca, tutela e partecipazionesono così diventate le tre parole chiave delDialog Festival. Dalla Villa Romana prende forma l’ambizione della Locride di divenire un modello nazionale in cui il patrimonio archeologico non rappresenti soltanto memoria del passato, ma una concreta strategia di sviluppo culturale, turistico ed economico.

Foto di Giuseppe Vottari

Photo of Umberto Landi

Umberto Landi

Dotato di abilità ai limiti del sovrumano, Umberto appartiene a quella nuovissima categoria di supergiornalisti che sanno farsi notare poco ma sono in grado di produrre tantissimo. La sua capacità di osservazione e la sua rapidità nel produrre testi interessanti ed efficaci è straordinaria, tanto che c’è persino chi è pronto a giurare che sia il frutto di un segretissimo esperimento di bioingegneria. Di poche parole, ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio del territorio, senza mai giudicare ma sempre pronto a stimolare le riflessioni degli altri.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Back to top button