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“Quando la gente canta Profazio” apre la settimana di Traiectoriae per ricordare l’artista reggino

Dall’Ufficio stampa Paola Abenavoli

Un momento per ricordare un grande artista, una festa partecipata e intensa, all’insegna della musica, della memoria, del sorriso e della riflessione:Quando la gente canta Profazio, il concerto che ha aperto l’omonima rassegna promossa dall’associazioneTraiectoriae, si è rivelato un vero e proprio evento, che ha saputo coinvolgere, nell’arena della Lega Navale, sul Lungomare di Pellaro, un pubblico numeroso (tra cui erano presenti anche i famigliari dell’autore, che hanno collaborato all’iniziativa), attento, desideroso di omaggiare un grande della musica, che «merita di essere ricordato – ha affermato il presidente di Traiectoriae,Domenico Gatto, in apertura della serata – e noi continueremo a farlo. Ci auguriamo anche che presto venga dedicata aOtello Profaziouna piazza o una via».
E il ricordo di una carriera incredibile, la memoria di quanto Profazio è riuscito a costruire, l’eredità artistica del “Mastro Cantaturi”, riproposta attraverso la sua contemporaneità, sono stati i fili di una narrazione che – tra musica e parole, tra le canzoni e la lettura, da parte diAngelo Latella, che ha condotto la serata, di alcune “profaziate” (brevi componimenti, all’insegna dell’ironia che ha sempre contraddistinto Profazio), tra video e foto – ha reso l’immagine e fatto riscoprire i tanti passaggi di un percorso che merita di essere ancor più conosciuto e soprattutto, appunto, ricordato. A farlo, in scena, il figlio di Otello,Ermanno Profazio, insieme al nipote dell’autore,Luca(quasi un debutto sul palcoscenico per lui, che ha emozionato e conquistato la platea interpretando i brani del nonno), accompagnati daGiuseppe Oliveto, alla fisarmonica, e dallo storico chitarrista di Profazio,Saverio Viglianisi: e, accanto a loro, un altro grande cantautore comePeppe Voltarelli,che nel 2016 divise con Otello Profazio il palco del Premio Tenco, ricevendo la Targa Tenco per l’album dedicato all’artista reggino che, proprio quell’anno, ricevette il premo alla carriera. E Voltarelli, dopo la proiezione del video di quell’incontro, non poteva che proporreLu me paisi, brano che eseguirono insieme in quell’occasione. Proprio il Premio Tenco era una delle cose di cui Otello Profazio – come ricordato dal figlio – andava maggiormente orgoglioso, insieme aQua si campa d’aria, “primo album folk a ricevere il disco d’oro”, avendo superato il milione di copie vendute, e al Premio Internazionale di EtnostoriaPitrè– Città di Palermo, per aver divulgato le tradizioni popolari siciliane e per il lavoro sul poeta Ignazio Buttitta.
Da qui, Ermanno Profazio ha ripercorso, durante il “concerto narrato”, le tappe di una carriera lunga 60 anni: dagli inizi, sul palco delCilea, in una serata condotta da Nunzio Filogamo, ai dischi 78 giri, alla prima tournée in Canada insieme a Luciano Tajoli e Carlo Croccolo, alla frequentazione con De Andrè, alla partecipazione ai programmi tv condotti da Giorgio Gaber,Canzoniere minimoeQuesto e quello, passando per l’innovazione del concept albumIl brigante Musolinoe gli anni del Folkstudio a Roma.
Un racconto in cui si inseriscono i brani collegati a quelle esperienze, in cui “il sud come categoria dello spirito”, come sottolineava lo stesso autore, ritorna in una visione potente e unica:Mi ficiru sindacu, il citatoQua si campa d’aria,Colapesce,Il riscatto della bella,La baronessa di Carini,Amuri(colonna sonora del filmL’amante di Gramignadi Carlo Lizzani, con Gian Maria Volontè e Stefania Sandrelli), e tanti altri. La voce e la chitarra di Voltarelli si calano nelle atmosfere create da Profazio, unendosi alla contemporaneità di note e parole e, insieme alle interpretazioni di Ermanno e Luca Profazio, offrono alla platea uno spettacolo che è ricordo, ma anche consapevolezza di un lascito musicale universale.
Un momento davvero unico, quello proposto da Traiectorie, che ha entusiasmato la platea e che ha dato il “la” a una intensa settimana di iniziative, tra laboratori e performance, ispirate all’opera di Profazio e che prendono il titolo dai suoi brani, a partire dalLaboratorio di reading e recitazione di poesieAmuri amuri, realizzato daNicola Oriente e Zefiro Aps.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progettoReggioFest2026: cultura diffusae finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

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