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“L’Appello dei Cento per il SÌ”: la Separazione delle Carriere per una Giustizia equa

Nei giorni scorsi, il Comitato Giuliano Vassalli ha diffuso un manifesto che costituisce un appello pubblico a favore del SÌ al referendum confermativo sulla riforma costituzionale in materia di ordinamento giudiziario, meglio conosciuta come riforma della separazione delle carriere dei magistrati. Il documento, dal titolo L’appello dei cento per il SÌ, si propone di spiegare, con un taglio fortemente culturale e giuridico, le ragioni di una scelta che viene presentata come decisiva per il futuro della giustizia italiana.
Al centro del manifesto vi è il richiamo alla figura di Giuliano Vassalli, giurista e padre del Codice di procedura penale del 1988, che porta il suo nome. Secondo i firmatari, Vassalli ha incarnato l’ideale di una giustizia fondata sullo Stato di diritto, sulla legalità, sulla dignità della persona e sulla rieducazione del condannato, in piena coerenza con i valori costituzionali. Il testo sottolinea come quel modello di giustizia, ispirato all’Illuminismo e alle riforme di matrice garantista, sia oggi messo in discussione.
Il manifesto denuncia infatti un progressivo allontanamento dal garantismo, a favore di un diritto penale sempre più centrato su una tutela assoluta e astratta delle libertà individuali e delle garanzie processuali, ma che, nella pratica, avrebbe finito per essere svuotato. Viene ricordato come la riforma del Codice di procedura penale del 1988 abbia introdotto il sistema accusatorio, fondato su tre pilastri fondamentali:

  • la parità tra accusa e difesa,
  • la presunzione di innocenza,
  • il superamento del modello inquisitorio del Codice Rocco.

Secondo i promotori dell’appello, quell’impianto riformatore non avrebbe mai trovato una piena attuazione, a causa di un difetto ordinamentale che non ha mai reso il giudice effettivamente terzo rispetto alle parti. Da qui la critica a un sistema che, invece di garantire equilibrio, avrebbe favorito un eccesso di potere punitivo e repressivo, a discapito delle garanzie dei cittadini.
In questo contesto si colloca l’invito esplicito a votare SÌ al referendum confermativo sulla Legge costituzionale recante Norme in materia di ordinamento giudiziario e di istituzione della Corte disciplinare. La riforma, spiegano i firmatari, rappresenta un passaggio cruciale per l’affermazione del principio di legalità, per il riequilibrio dei poteri dello Stato e per il rafforzamento dello Stato di diritto. La separazione delle carriere viene indicata come uno strumento necessario per rendere il processo più equo, garantire la reale terzietà del giudice e ristabilire la fiducia dei cittadini nella giustizia.
Il manifesto rivendica infine il valore culturale e politico della riforma, presentata come coerente con l’ideale di una giustizia giusta, capace di limitare l’eccesso di potere punitivo e di promuovere una cultura dei diritti fondamentali dell’uomo.
A sottoscrivere L’appello dei cento per il SÌ è un ampio e articolato elenco di giuristi, magistrati, avvocati, accademici e rappresentanti delle istituzioni i cui nomi sono riportati integralmente nel manifesto a testimonianza di un sostegno trasversale e qualificato. La lunga lista di firme vuole rafforzare il messaggio di un’iniziativa che si propone non come slogan politico, ma come presa di posizione consapevole e argomentata sul futuro della giustizia italiana.

Foto di dati.camera.it, CC BY-SA 4.0

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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