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Siderno: “La par condicio si garantisce scrivendo regole chiare”

Dal Gruppo Consiliare La Nostra Missione

In risposta all’articolo del Circolo del Partito Democratico sulla progressione verticale dei dipendenti comunali, si ribadisce con fermezza che nessuno può pensare di zittire la minoranza, è nostro diritto e dovere vigilare sull’operato della maggioranza, nell’interesse della trasparenza amministrativa e dei cittadini. Tentare di delegittimare questo ruolo con slogan da stadio o toni polemici è un atteggiamento improprio e irrispettoso delle istituzioni, che svilisce il confronto politico anziché elevarlo.
La replica del Circolo del Partito Democratico, più che chiarire i dubbi sollevati dall’interrogazione consiliare, appare come un tentativo di spostare il confronto dal merito della questione a una polemica politica che nulla aggiunge alla necessaria chiarezza amministrativa.
Richiamare un parere ARAN per sostenere la legittimità della procedura non risolve il nodo centrale, che resta del tutto irrisolto: quel criterio interpretativo non era espressamente indicato nel bando di selezione, che costituisce la lex specialis della procedura e rappresenta l’unico riferimento conoscibile e vincolante per tutti i potenziali partecipanti.
Ed è proprio questo l’aspetto politicamente più rilevante e, al tempo stesso, più preoccupante, infatti l’assenza nel bando di un’esplicita previsione sulla computabilità dei servizi a tempo determinato o svolti presso altri Enti potrebbe aver scoraggiato o escluso a monte altri dipendenti comunali che, attenendosi correttamente alle regole formalmente fissate dall’Amministrazione, hanno ritenuto di non possedere i requisiti richiesti e hanno quindi rinunciato a partecipare.
In questo senso, non è in discussione la posizione di singoli partecipanti, ma l’effettiva parità di accesso alla procedura e il diritto di tutti i dipendenti a essere messi nelle stesse condizioni di conoscenza e di opportunità. La par condicio non si proclama nei comunicati stampa, si garantisce scrivendo regole chiare, complete e non ambigue fin dall’avvio delle procedure.
Richiamare a posteriori pareri interpretativi, per quanto autorevoli, rischia di apparire come un “salvagente” calato ex post per giustificare scelte già compiute, anziché come uno strumento di trasparenza preventiva. Un’Amministrazione che rivendica il rispetto dell’articolo 97 della Costituzione dovrebbe essere la prima a pretendere che i propri atti siano inattaccabili non solo sul piano sostanziale, ma anche su quello della correttezza formale e della massima partecipazione.
L’interrogazione presentata non è un esercizio di visibilità, ma l’espressione del ruolo che l’opposizione è chiamata a svolgere in un sistema democratico, vigilare, chiedere conto, prevenire contenziosi e tutelare l’interesse generale dell’Ente e dei suoi dipendenti. Liquidare tali richieste con ironia o attacchi personali non rafforza la credibilità dell’Amministrazione, ma alimenta dubbi che potrebbero essere fugati solo con risposte puntuali, documentate e istituzionali.
Rimane dunque ferma la richiesta di conoscere quali atti formali abbiano disciplinato l’ammissione dei candidati e quali iniziative l’Amministrazione intenda assumere per garantire che, in futuro, procedure di tale rilevanza siano improntate a criteri di assoluta chiarezza, equità e trasparenza, nell’interesse dei dipendenti comunali e dell’intera comunità di Siderno.

Redazione

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