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“Il tuo silenzio”, nel blu che accoglie i passi interrotti

C’è un punto, nella poesia civile e comunitaria, in cui la parola non pretende di spiegare, ma di reggere il peso del dolore. È esattamente ciò che fa Luisa Totino nel suo testo dedicato a Bruno Morabito, il giovane studente del plesso Zanotti del Polo LicealeZaleuco-Oliveti-Panetta-Zanotti, scomparso improvvisamente in un incidente che ha lasciato attoniti compagni, docenti, amici e l’intera comunità.
Il verso iniziale,“Il tuo silenzio, un macigno inaspettato”, apre subito uno spazio emotivo netto: il silenzio non è assenza, ma presenza che pesa, che irrompe e cambia il senso dei giorni. Totino non indulge nella retorica del destino crudele; sceglie invece una lingua essenziale, quasi scarnificata, che rispecchia lo shock di chi resta.
La poesia attraversa tre movimenti: lo smarrimento, in cui il tempo si spezza “in un attimo”, e la vita perde significato. La memoria viva, che non è nostalgia ma forza: i sogni, le amicizie, i giorni spensierati diventano “segni del tuo passaggio”, tracce che danno coraggio. La trasformazione del silenzio in presenza, forse il passaggio più intenso: il silenzio non cancella, ma accompagna; non chiude, ma protegge.
Totino riesce a dire ciò che spesso non si riesce a dire: che un ragazzo di diciassette anni non “scompare”, ma continua a esistere nei gesti, negli sguardi, nei ricordi che si accendono all’improvviso, come “pioggia sottile”.
Il riferimento al “banco vuoto” è uno dei punti più forti del testo. Non è un’immagine scolastica: è un simbolo comunitario. Quel banco diventa un luogo di veglia, un punto di contatto tra chi c’era e chi non c’è più.
La chiusa,“ora sei nel blu. Ciao Bru”, è un gesto di verità: non un addio solenne, ma un saluto affettuoso, quasi sussurrato, come farebbe un compagno di classe. È qui che la poesia si fa davvero comunitaria: parla con la voce di tutti.
Il testo di Luisa Totino non consola: accompagna.
Non spiega: accoglie.
Non chiude: apre uno spazio in cui Bruno continua a esserci, “in mille modi e in mille forme”.
È un dono alla famiglia, ai compagni, ai docenti, alla dirigente Carmela Rita Serafino, e a tutti coloro che in questi giorni hanno guardato quel banco vuoto sentendo che, in realtà, vuoto non è.
Buona Lettura:

Il tuo silenzio

Il tuo silenzio,
un macigno inaspettato,
in un giorno,
in un attimo,
una frenata, uno scontro,
e tutto è tetro,
perde il suo significato,
lasciando il posto al pianto,
allo sconforto
e allo sconcerto.
Una vita in fiore,
che iniziava a far sentire
il suo ruggito,
in un lampo cade dal tempo
e diventa per sempre silenzio,
il tuo silenzio,
che si fa spazio nei ricordi
dei giorni spensierati,
di amicizie, di sogni,
che ora sono segni del tuo passaggio
e danno il coraggio di andare avanti,
portando la tua gioia di vivere,
perché non vada perduta,
ma custodita,
alimentata da coloro
che sono rimasti a guardare
un banco vuoto,
una foto
e a pensare all’imprevedibilità
dell’ignoto.
Il tuo silenzio
sarà la presenza della tua essenza
in quei giorni
quando il cuore allenta
e le immagini di te
affioreranno,
come pioggia sottile,
a ricordare la cortina
che ti separa da qui,
ma anche che continuerai
ad esserci,
in mille modi
e in mille forme,
a proteggere ciò che hai lasciato,
con amore, gioia
e un pizzico del tuo entusiasmo
senza fiato.
Questo eri tu,
ora sei nel blu.
Ciao Bru.

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