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Coldiretti chiede interventi urgenti contro crisi di mercato e cambiamenti climatici

L’agricoltura calabrese si trova ad affrontare una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, stretta tra crisi di mercato, cambiamenti climatici, incendi devastanti e siccità. È il quadro tracciato da Coldiretti Calabria, che lancia un appello alle istituzioni affinché vengano adottati interventi concreti per difendere un comparto strategico per l’economia regionale e per la tutela del territorio.
Sul fronte cerealicolo, la situazione è particolarmente critica.Il crollo del prezzo del grano duro, sceso in due anni da circa 35 a 27 euro al quintale, non copre più i costi di produzione, mentre sugli scaffali pasta e pane continuano a mantenere prezzi elevati. A pesare è anche il forte incremento delle importazioni, con un aumento del 55% del grano canadese, prodotto anche attraverso pratiche come l’essiccazione con glifosate, vietate agli agricoltori italiani. Per Coldiretti si tratta di una concorrenza sleale che penalizza le aziende rispettose delle regole e mette a rischio reddito, qualità e trasparenza.
L’organizzazione chiede al Ministero un pacchetto di misure urgenti:40 milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera, controlli innovativi sull’origine del grano mediante risonanza magnetica, mappatura genomica e isotopica, investimenti per modernizzare gli stoccaggi e una più efficace vigilanza contro frodi e pratiche commerciali sleali. Tra gli obiettivi figura anche l’avvio del percorso per il riconoscimento dellaDOP della Pasta del Sud Italia, insieme a un piano nazionale per invasi e irrigazione di precisione.
La Calabria paga un prezzo particolarmente alto. Negli ultimi anni la superficie coltivata a grano duro si è ridotta di quasi il 10%; oggi conta circa17 mila ettari e poco più di 3.500 aziende. Per Coldiretti difendere questa coltura significa preservare lavoro, reddito e presidio delle aree interne, evitando l’abbandono del territorio e valorizzando esperienze innovative come filiere corte, produzioni biologiche e giovani imprese.
Alle difficoltà economiche si aggiunge l’emergenza climatica.Gli incendi e la siccità stanno provocando danni enormi ad aziende agricole e allevamenti, con migliaia di ettari di pascoli, colture e foraggi distrutti, soprattutto nell’area del Pollino, tra Castrovillari, Morano Calabro e Frascineto. In molte aziende gli allevatori rischiano di non avere più pascoli disponibili per il rientro del bestiame e saranno costretti ad acquistare foraggi con costi aggiuntivi, aggravando una situazione già compromessa.
Per questo Coldiretti Calabria ha chiesto alla Regione il riconoscimento delle circostanze eccezionali per salvaguardare i pagamenti della PAC 2026, evitare sanzioni alle imprese colpite e semplificare le procedure amministrative.L’organizzazione propone inoltre un accordoSalva Boschicon Calabria Verde, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio permanente del territorio nella prevenzione degli incendi.
Le fiamme, però, non distruggono soltanto raccolti. Commentando il caso dell’imprenditore agricolo Francesco De Bonis, colpito ripetutamente dagli incendi nella sua azienda di Corigliano-Rossano, il presidente Franco Aceto ricorda che«quando brucia un’azienda agricola brucia un pezzo di Calabria». Uliveti secolari, vigneti e mezzi agricoli cancellati dalle fiamme rappresentano non solo un danno economico, ma la perdita di storia, identità, occupazione e paesaggio. Da qui la richiesta di rafforzare prevenzione, controlli e tutela del territorio, sostenendo chi continua a investire nelle aree rurali.
Anche il comparto vitivinicolo risente degli effetti del clima.La vendemmia 2026 è partita con circa dieci giorni di anticipo, favorita dalle temperature record che hanno accelerato la maturazione delle uve. Se da un lato la qualità si preannuncia eccellente, dall’altro la siccità potrebbe ridurre le rese produttive. Le prime raccolte hanno interessato varietà bianche come Sauvignon Blanc, Chardonnay, Incrocio Manzoni e Traminer, mentre le principali denominazioni entreranno nel vivo a settembre.
Secondo Coldiretti, il cambiamento climatico è ormai un fattore strutturale che impone nuove strategie produttive. A ciò si aggiungono il rincaro dei costi e la carenza di manodopera specializzata. Per questo l’organizzazione rilancia la necessità di semplificare la burocrazia, consolidare i mercati tradizionali, aprirsi a nuove opportunità commerciali e promuovere il vino, patrimonio di una regione che può contare sucirca 9 mila ettari vitati, 19 Indicazioni Geografiche e una straordinaria biodiversità di vitigni autoctoni.
Tra grano, vino, allevamenti e produzioni agricole emerge un filo conduttore:difendere l’agricoltura calabrese significa difendere il territorio, l’economia, il paesaggio e la salute dei consumatori. È il messaggio che Coldiretti Calabria rivolge alle istituzioni, chiedendo interventi rapidi e strutturali per garantire un futuro alle imprese agricole e alle comunità che vivono e custodiscono le aree rurali.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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