Costume e Società

Alessandro Crocco eletto nel Direttivo della Consulta dei Calabresi nel Mondo

Trasformare la geografia dell’emigrazione in una geografia delle competenze, dei mercati e delle opportunità.È la visione con cui l’imprenditore italo-americano Alessandro Crocco entra nel Comitato direttivo della Consulta dei Calabresi nel Mondo, dove rappresenterà gli Stati Uniti dopo l’elezione avvenuta durante l’Assemblea regionale che ha sancito il ritorno in presenza dell’organismo dopo sette anni di inattività.
Founder e CEO di diverse società e fondazioni, oltre che presidente delMediterranean Export Innovation Hub, Crocco vive a New York, ma rivendica un legame mai interrotto con la Calabria. «Quando si lascia la propria terra per costruire altrove il futuro – afferma – la distanza diventa anche una misura della responsabilità. Non ho mai smesso di chiedermi quanto delle esperienze maturate negli Stati Uniti potesse un giorno tornare utile alla regione da cui sono partito».
Il cuore della sua proposta è aggiornare il racconto dell’emigrazione calabrese.Se le valigie di cartone rappresentano una pagina fondamentale della memoria collettiva, oggi esiste anche una nuova mobilità fatta di studenti, ricercatori, professionisti e imprenditori che hanno costruito carriere internazionali senza recidere il rapporto con le proprie radici. Per Crocco, proprio questo capitale umano costituisce una risorsa strategica per lo sviluppo regionale.
«Non possiamo chiedere ai giovani di ereditare automaticamente il legame sentimentale dei loro nonni. Dobbiamo offrire ragioni contemporanee per conoscere la Calabria, studiarla, investirvi e sviluppare nuovi progetti.L’identità sopravvive quando continua a generare esperienze nuove».
La Consulta, secondo il neo eletto componente del Direttivo, dovrà evolversi da organismo di rappresentanza a laboratorio permanente di progettazione. L’obiettivo è mettere in rete esperienze maturate in Paesi e sistemi economici differenti, trasformando la pluralità delle comunità calabresi all’estero in uno strumento capace di produrre relazioni, investimenti e occasioni concrete per il territorio.
L’internazionalizzazione diventa così il tema centrale del nuovo mandato.Per Crocco non può ridursi a missioni commerciali episodiche o alla semplice promozione di un prodotto, ma richiede conoscenza dei mercati, continuità nelle relazioni e interlocutori affidabili. La rete dei calabresi nel mondo, sostiene, possiede già questo patrimonio di competenze e può diventare il ponte tra le imprese regionali e i mercati internazionali.
Tra le prime proposte figura una ricognizione delle professionalità, delle imprese, delle università e delle associazioni riconducibili ai calabresi residenti all’estero.Non una semplice banca dati anagrafica, ma uno strumento operativoper individuare competenze, contatti e responsabilità da mettere a disposizione delle filiere produttive calabresi e costruire gruppi di lavoro con obiettivi misurabili.
Anche la futura piattaforma digitale della Consulta dovrà rispondere alla stessa logica. «La tecnologia sarà davvero utile – osserva Crocco – se riuscirà a collegare un bisogno espresso dalla Calabria con una competenza presente all’estero, creando connessioni tra imprese, professionisti, investitori, università e giovani».
Nel commentare l’elezione, il manager italo-americano ha ringraziato il presidente della RegioneRoberto Occhiutoper aver restituito centralità istituzionale al rapporto con le comunità calabresi nel mondo e il presidente della ConsultaOrlandino Grecoper aver sostenuto il ritorno alla piena operatività dell’organismo. Un augurio di buon lavoro è stato rivolto anche al vicepresidenteTony Galatie a tutti i componenti del nuovo Direttivo.
La sfida, conclude Crocco, è dare sostanza a un percorso organizzato e verificabile, facendo della diaspora calabrese non soltanto una memoria condivisa, ma una rete internazionale di competenze capace di generare sviluppo per la Calabria.

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Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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