Ospedale di Locri, Mammoliti torna all’attacco: “Ai cittadini solo umiliazioni”

Le condizioni dell’ospedale di Locri tornano al centro della denuncia pubblica dell’avvocato Pino Mammoliti, presidente del Tribunale dei diritti del malato, che nei giorni scorsi ha affidato ai social due nuovi interventi dai toni particolarmente duri. Al centro delle sue contestazioni ci sono, in particolare, le condizioni vissute dai pazienti all’interno del Pronto soccorso, con riferimenti alla disponibilità dei farmaci e alla qualità del vitto.
Nel primo intervento Mammoliti condivide un messaggio che gli sarebbe stato recapitato da un paziente ricoverato all’ospedale per un’ischemia, nel quale si legge che il personale sanitario gli avrebbe comunicato di dover provvedere autonomamente ai farmici utili alla terapia. Tornando a sollecitare la solidarietà dei cittadini e invitando alla condivisione del contenuto, l’avvocato presenta la vicenda come l’ennesima testimonianza di un sistema che, a suo giudizio, non garantirebbe adeguatamente i diritti fondamentali delle persone che ricorrono alle cure ospedaliere.
Nel secondo intervento il tono non cambia. Pubblicando una fotografia relativa, secondo quanto riferito, al pranzo servito al Pronto soccorso di Locri, Mammoliti esprime una considerazione fortemente critica sulla situazione dei pazienti, ai quali, sostiene l’avvocato,“sono costretti a procurarsi le medicine perché l’ospedale non le fornisce”e che sarebbero costretti a «mangiare come gli animali». Da qui l’accusa di una condizione che, sempre secondo Mammoliti, determinerebbe per i cittadini della Locride“solo umiliazioni e privazioni di dignità”.
Il presidente del Tribunale dei diritti del malato collega quindi quanto mostrato nel suo intervento alla più ampia questione della gestione della sanità calabrese, indirizzando le proprie accuse direttamente al presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ricopre anche l’incarico di commissario ad acta per il piano di rientro sanitario. Mammoliti sostiene che la Regione presterebbe maggiore attenzione a iniziative come “Vinitaly, feste sagre e balle varie” piuttosto che alla tutela della salute dei cittadini, con particolare riferimento alla Locride, e conclude il suo messaggio con un esplicito“Occhiuto vergognati”.
I suoi interventi si inseriscono in una campagna di denuncia che da tempo accompagna l’attività del Tribunale dei diritti del malato sul presidio locrese. Le nuove prese di posizione arrivano, infatti, a poche settimane da un altro passaggio istituzionale particolarmente significativo. All’inizio di settembre Mammoliti ha annunciato di avere presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Locri sulle criticità dell’ospedale, dopo avere segnalato per mesi, anche attraverso i social, problemi relativi al trasporto dei pazienti e al funzionamento degli ascensori. Secondo quanto riferito nella denuncia, l’unico ascensore funzionante sarebbe utilizzato promiscuamente per pazienti, rifiuti speciali e visitatori, una situazione sulla quale l’avvocato ha chiesto verifiche. La vicenda è stata rilanciata anche da altre testate locali.
Nel frattempo, sul fronte dei servizi sanitari, non mancano segnali di interventi programmati. A metà settembre è stata annunciata la riattivazione della risonanza magnetica cardiaca dell’ospedale di Locri, dopo le segnalazioni di Mammoliti, mentre restano aperte altre questioni riguardanti la sala angiografica e la ristrutturazione del padiglione “Greca”.
È dunque dentro un quadro più ampio di criticità e richieste di intervento che si collocano le ultime denunce dell’avvocato.Le affermazioni sulla carenza di farmaci e sulle condizioni del vitto, così come le responsabilità attribuite alla gestione regionale, restano al momento dichiarazioni di Mammolitie richiedono, per una valutazione completa, riscontri da parte dell’Azienda sanitaria e delle autorità competenti. Ma al di là delle singole contestazioni, il punto sollevato dal presidente del Tribunale dei diritti del malato riguarda una questione essenziale:la qualità dell’assistenza e la dignità delle persone che entrano in ospedale perché hanno bisogno di cure. Su questo terreno, la discussione non può esaurirsi nello scontro politico o nelle polemiche sui social, ma richiede risposte documentate, verifiche puntuali e, soprattutto, interventi capaci di restituire ai cittadini della Locride la certezza di poter contare su servizi sanitari adeguati.




