
DiLucio Noctis
Il ritorno diMicheleIl VecchioMordellinon fu annunciato.
Non ci furono feste, né saluti, né cortei.
Solo una voce che iniziò a circolare tra Portofermo e Luminara come un vento improvviso:
«È tornato.»
E quando il Vecchio tornava, qualcosa – o qualcuno – doveva cadere.
Riapparizione
Lorenzo Arduini era seduto in un bar sul lungomare quando la notizia arrivò.
Il barista, un uomo taciturno che non aveva mai mostrato interesse per nulla, si avvicinò con un caffè che Lorenzo non aveva ordinato.
«Offerto dalla casa» disse.
Poi aggiunse, senza guardarlo:
«È tornato.»
«Chi?»
«Lui.»
Non serviva altro.
Nel silenzio
Il Vecchio Mordelli era un uomo che non aveva bisogno di parlare.
Il suo silenzio era un linguaggio.
Il suo sguardo, una sentenza.
Era stato in carcere per anni, ma nessuno aveva mai creduto che fosse davvero fuori dai giochi.
Il potere, in certi mondi, non si perde.
Si conserva.
Si congela.
E quando torna, torna più duro.
Lorenzo decise di andare aCasa Mordelli, una villa isolata sulla collina di Portofermo, circondata da ulivi e da un muro alto che sembrava più una fortezza che una residenza.
Non sperava di entrare.
Sperava solo di vedere.
Ma non fece in tempo ad avvicinarsi al cancello che una voce lo fermò.
«Giornalista.»
Lorenzo si voltò.
Un uomo lo osservava dall’ombra di un ulivo.
Alto, vestito di scuro, con un cappotto che sembrava troppo pesante per la stagione.
«Chi è lei?» chiese Lorenzo.
«Uno che lavora qui.»
«Per i Mordelli?»
L’uomo sorrise.
Un sorriso che non aveva nulla di umano.
«Per il Vecchio.»
La domanda
L’uomo si avvicinò lentamente.
«Lei sta scavando dove non dovrebbe scavare.»
«Sto cercando la verità su Elia Giordani.»
«La verità non le piacerà.»
«Non importa.»
L’uomo lo fissò per un lungo istante.
«Il Vecchio non ha ucciso quel ragazzo.»
«Non l’ho mai detto.»
«Ma qualcuno vuole farle credere che sia così.»
Lorenzo si irrigidì.
«Chi?»
«Quelli che hanno paura che lei scopra chi era davvero lì, quella notte.»
«Chi era lì?»
L’uomo fece un passo indietro.
«Non posso dirlo.
Ma posso dirle questo:
il Vecchio non uccide senza motivo.
E soprattutto… non uccide innocenti.»
«E allora perché Elia è morto?»
L’uomo si voltò verso la villa.
«Perché qualcuno ha usato il suo nome.
Qualcuno che voleva far ricadere la colpa sui Mordelli.
Qualcuno che aveva bisogno di un capro espiatorio.»
«Chi?»
L’uomo si fermò.
Inspirò.
Poi parlò con voce bassa, quasi un sussurro.
«Un uomo che non appartiene ai clan.
Un uomo che non porta armi.
Un uomo che porta documenti.»
Lorenzo sentì un brivido.
«Un uomo dello Stato.»
L’uomo non rispose.
Ma il silenzio fu più eloquente di qualsiasi parola.
L’avviso
«Il Vecchio vuole parlare con me?» chiese Lorenzo.
L’uomo rise.
Una risata breve, tagliente.
«Il Vecchio non parla con i giornalisti.
Il Vecchio osserva.
E decide.»
«E cosa ha deciso su di me?»
L’uomo si avvicinò.
Molto.
Troppo.
«Che lei sta andando troppo vicino alla verità.
E che qualcuno, molto presto, cercherà di fermarla.»
«I Mordelli?»
«No.»
L’uomo scosse la testa.
«Non i Mordelli.
Quelli che hanno paura dei Mordelli.»
L’altra direzione
Quando Lorenzo tornò verso la macchina, il telefono vibrò.
Un nuovo messaggio anonimo.
“Non cercare il Vecchio.
Il Vecchio non è il tuo nemico.”
Lorenzo guardò la villa alle sue spalle.
Le luci erano accese.
Le ombre si muovevano dietro le finestre.
Il Vecchio era tornato.
E con lui, la verità aveva iniziato a muoversi.
Non era più una questione di clan.
Non era più una questione di faida.
Era una questione di potere.
E di chi, vent’anni prima, aveva deciso che un ragazzo innocente doveva morire.




