Scordovillo: la Regione Calabria Modifica il piano dopo l’Intervento della Commissione Europea

La Regione Calabria ha modificato il proprio piano per losgombero delle famiglie romdal campo di Scordovillo, a Lamezia Terme, in seguito a un intervento dellaCommissione Europeasollecitato dagli attivisti per i diritti dei rom. Il progetto iniziale, che prevedeva l’uso di fondi europei per la costruzione di alloggi popolari destinati esclusivamente ai rom, è stato ritenutodiscriminatorioe modificato a favore di un’integrazione abitativa più equa. Tuttavia, le organizzazioni che hanno denunciato il piano, tra cui l’European Roma Rights Centre (ERRC)e ilComitato Stop Ghetti, sottolineano che persistono criticità da risolvere per garantire un’integrazione efficace.
La Regione Calabria aveva approvato, con laDelibera di Giunta Regionale nº 109 del 25 marzo 2024, un progetto di ricollocazione per le circa 100 famiglie rom del campo di Scordovillo, attivo dal 1982. Il piano prevedeva due fasi: untrasferimento temporaneodelle famiglie tramite un intervento di enti del terzo settore, con un finanziamento di 8 milioni di euro, destinato anche a progetti di integrazione scolastica e lavorativa, e la costruzione di un nuovo insediamento con120 alloggi popolari, finanziati con 28 milioni di euro. Il progetto è stato avviato ufficialmente il26 settembre 2024, con l’emissione di unAvviso pubblicoda parte della Regione Calabria, e successivamente assegnato allaComunità Progetto Suddi Lamezia Terme.
L’ERRC e il Comitato Stop Ghetti hanno denunciato il piano alla Commissione Europea nell’ottobre 2024, segnalando che la Regione Calabria stava utilizzando fondi europei per promuovere unasegregazione abitativaanziché favorire l’integrazione. La Commissione Europea ha chiesto spiegazioni alla Regione, che inizialmente ha risposto adicembre 2024affermando che il progetto era stato modificato. Tuttavia, la modifica è stata formalmente approvata solo il27 gennaio 2025, con laDelibera di Giunta Regionale nº 29, che ha sancito l’abbandono dell’idea di costruire un nuovo insediamento esclusivamente per i rom e ha invece pianificato un sistema dihousing diffuso, ossia la ricollocazione delle famiglie in alloggi popolari esistenti o nuovi, distribuiti nel tessuto urbano.
Nonostante l’importante passo avanti, l’ERRC e il Comitato Stop Ghetti avvertono che il nuovo piano presenta ancorapunti deboliche potrebbero comprometterne l’efficacia. In particolare, l’Avviso pubblicoemesso daAterp il 28 febbraioper l’acquisto di nuove unità abitative, con scadenza 20 aprile, include due disposizioni problematiche. La prima riguarda l’esclusione delle agenzie immobiliaricome intermediari per l’acquisto degli alloggi, limitando notevolmente l’accesso al mercato immobiliare, dato che a Lamezia Terme la maggior parte delle compravendite avviene tramite agenzie. La seconda concerne lapreferenza per abitazioni isolaterispetto a quelle in condomini, una scelta che potrebbe ostacolare l’integrazione sociale dei nuclei familiari rom. Gli attivisti avvertono che queste criticità rischiano di rendere inefficace il piano diequilibrata dislocazione abitativa, come già dimostrato da esperienze simili in altre aree.
L’ERRC e il Comitato Stop Ghetti hanno recentemente richiesto alla Regione l’accesso agli attiper ottenere maggiori dettagli sulle modifiche al progetto. Pur accogliendo con favore il cambio di rotta imposto dallaCommissione Europea, i due organismi sollecitano la Regione Calabria a correggere lecriticitàancora presenti nel bando per garantire un’integrazione abitativa effettiva e sostenibile.




