CronacaReggio Calabria

Dalla droga in casa alla cattura di un latitante: doppio intervento dei Carabinieri nel Reggino

Due operazioni diverse, accomunate dall’attività di controllo e ricerca condotta dai Carabinieri nel territorio reggino. A Reggio Calabria, una verifica sull’obbligo di dimora ha portato alla scoperta di oltre 2,5 chilogrammi di droga e all’arresto di un giovane. A Parghelia, invece, i militari della Compagnia di Gioia Tauro hanno rintracciato Vincenzo La Rosa, ricercato da mesi dopo essersi sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione.
Nel primo caso, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria si erano recati presso l’abitazione del giovane, sottoposto all’obbligo di dimora nell’ambito di un precedente procedimento per fatti analoghi, per verificarne il rispetto. Durante il controllo, però, i militari hanno percepitoun forte odore di marijuana provenire dall’appartamento, elemento che ha fatto scattare una perquisizione domiciliare.
All’interno della camera da letto sono stati trovaticirca un chilogrammo di marijuana e 85 grammi di hashish, oltre a un bilancino di precisione e a materiale destinato al confezionamento. La perquisizione è stata quindi estesa alle pertinenze dell’abitazione, dove è stato rinvenutoun ulteriore chilo e mezzo circa di marijuana. Il quantitativo complessivo supera dunque i 2,5 chilogrammi di sostanze stupefacenti.
Nel corso degli accertamenti è stato inoltre individuatoun allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, attraverso il quale sarebbe stata sottratta energia. Droga, strumenti e materiale per il confezionamento sono stati sequestrati e il giovane è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, condotto nella Casa circondariale di Arghillà.
Il secondo intervento ha invece posto fine alla latitanza di Vincenzo La Rosa, rintracciato in un villaggio turistico di Parghelia dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro, insieme ai militari dello Squadrone EliportatoCacciatoriCalabria. L’attività investigativa era stata avviata su delega della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta dal procuratore generale Gerardo Dominijanni.
La Rosa, già sottoposto alla sorveglianza speciale, era destinatario dal 9 febbraio di un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo espiaresei anni di reclusione nell’ambito del procedimentoJail Express, per fatti risalenti al 2017 e relativi, secondo quanto comunicato dall’Arma, a estorsione aggravata in concorso, porto e detenzione illegale di armi e lesioni personali. Quando i militari si erano presentati per eseguire il provvedimento, l’uomo non era stato trovato e, dopo le ricerche iniziali, era stato dichiarato latitante.
Per mesi la Sezione Operativa di Gioia Tauro ha sviluppato accertamenti e attività tecniche, ricostruendo contatti e spostamenti fino a individuare il luogo in cui il ricercato aveva trovato rifugio.La svolta è arrivata a Parghelia, dove i Carabinieri sono riusciti a sorprenderlo all’interno di un villaggio turistico e ad arrestarlo.
Il quadro giudiziario indicato nel comunicato comprende ancheuna condanna definitiva a otto anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, nell’ambito del procedimentoGeolja. La Rosa risulta inoltre condannato in primo grado a 25 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo. Quest’ultima pronuncia, precisano i Carabinieri,non è definitivae nei suoi confronti vale pertanto la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
I due interventi restituiscono così due diversi risultati dell’attività dell’Arma: da una parte il controllo delle persone sottoposte a misure restrittive, che ha consentito di portare alla luce un rilevante quantitativo di stupefacenti; dall’altraun’indagine durata mesi e finalizzata alla ricerca di un latitante, conclusasi con la sua cattura.

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Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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