Reggio Calabria ricorda gli archeologi scomparsi e commenta un report ambientale controverso

Due vicende di grande rilievo hanno segnato in questi giorni la vita della comunità reggina: da un lato la tragedia che ha colpito due giovani archeologi reggini, dall’altro il dibattito sui dati ambientali relativi al report Ecosistema Urbano. Entrambe le notizie hanno visto il Comune di Reggio Calabria intervenire con dichiarazioni ufficiali.
Il Sindaco Giuseppe Falcomatà e la Consigliera comunale Maria Ranieri hanno espresso profondo cordoglio per la morte di Francesca Pizzi e Giovanni Speranza, due giovani archeologi reggini rimasti vittime di un terribile incidente stradale sull’autostrada A21, nel tratto tra Piacenza Ovest e Piacenza Sud.
“La notizia di questa immane tragedia ci ha lasciati attoniti e senza parole”, hanno dichiarato Falcomatà e Ranieri, sottolineando come “Reggio Calabria perda due eccellenze, due menti brillanti che, con il loro lavoro, portavano avanti la storia e la cultura del nostro territorio anche lontano da casa”.
Il Sindaco e la Consigliera hanno voluto rivolgere un abbraccio alle famiglie Pizzi e Speranza, ricordando “l’entusiasmo, la passione e le straordinarie qualità umane e professionali” dei due giovani studiosi, che resteranno “indelebili nel ricordo della nostra comunità”.
Sul piano politico-amministrativo, nelle stesse ore, è intervenuto l’Assessore all’Ambiente Filippo Burrone per chiarire la posizione del Comune rispetto al report Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia, che ha collocato Reggio Calabria in coda alla classifica nazionale.
«È sconcertante notare come dei dati sul benessere ambientale vengano utilizzati in modo strumentale per attaccare l’Amministrazione», ha affermato Burrone, spiegando che molti degli indicatori utilizzati non sono aggiornati e che alcuni dati fondamentali, come quelli sulla qualità dell’aria, non sono stati trasmessi da Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
«Tre dei 19 indicatori principali, relativi a ozono, ossidi e polveri sottili, non sono stati considerati», ha precisato l’Assessore, aggiungendo che «la loro inclusione avrebbe potuto determinare un sensibile miglioramento della posizione di Reggio Calabria».
Burrone ha ricordato inoltre che diversi parametri del report non sono del tutto applicabili al contesto urbano reggino, come la presenza di ampie zone pedonali o ZTL, che «potrebbero creare problemi di circolazione per la particolare conformazione del territorio».
«Queste classifiche non dovrebbero essere appannaggio del tifo da stadio», ha sottolineato, invitando a una lettura più ampia e scientificamente corretta dei dati.
Tra i punti non valutati nel report, l’Assessore ha citato il progetto di riqualificazione dei viali alberati del Nord e del Sud della città, parte di un piano più ampio dedicato al verde urbano, alla bonifica di aree dismesse e alla creazione di spazi pubblici sostenibili, come l’ex ItalCitrus.
Ha inoltre ricordato i recenti interventi di rigenerazione urbana – da vico Neforo a Rione Marconi, fino a Piazza Milano – che hanno trasformato aree degradate in nuovi luoghi di socialità e sostenibilità ambientale.
«La rigenerazione urbana non è solo una questione di numeri o indicatori, ma anche di impatto sociale», ha concluso Burrone, ribadendo che Reggio Calabria sta costruendo un modello di sviluppo sostenibile e partecipato, che mira a migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.




