Bovalino festeggia la Giornata Nazionale delle Forze Armate

DiDavide Codespoti
Il 4 novembre anche Bovalino ha festeggiato la Giornata Nazionale delle Forze Armate, che cade il giorno dell’armistizio di Villa Giusti, firmato il 4 novembre 1918, che pose fine alle ostilità del Regno d’Italia con l’Impero austro-ungarico nell’ambito del Primo conflitto mondiale.
Le celebrazioni si sono svolte nel Parco delle Rimembranze, di fronte al Monumento ai Caduti, e sono iniziate alle ore 10:30 con la deposizione della corona d’alloro alla presenza del sindaco avv. Vincenzo Maesano, del Presidente del Consiglio Filippo Musitano, dei membri della maggioranza e dell’opposizione consiliare bovalinese, oltre che delle autorità religiose e quelle militari, composte sia dai soldati in servizio che dalle associazioni combattentistiche.
Presenti pure i rappresentanti del mondo associazionistico di Bovalino e anche molti cittadini venuti ad assistere alla cerimonia. Tuttavia, i protagonisti della giornata sono stati gli studenti delle scuole del paese: in particolare gli alunni della classe di musica dell’I.C.Mario La Cava,che hanno intonato le canzoni d’apertura e di chiusura della celebrazione (La leggenda del Piavee l’Inno di Mameli); gli studenti del liceoFrancesco La Cava, invece, hanno elencato i caduti bovalinesi nella Terza Guerra d’Indipendenza, nelle due guerre mondiali, nella guerra in Etiopia, oltre che i martiri per la fede (beato Camillo Costanzo) e i caduti in servizio attivo (brigadiere dei Carabinieri Antonino Marino); gli studenti dell’I.C. Bovalino-San Luca, insieme agli studenti della scuola media e del liceo, hanno letto alcuni brani letterari di poeti e scrittori italiani sul tema della Prima Guerra Mondiale (come Corrado Alvaro o Giuseppe Ungaretti), riportati in un opuscolo realizzato dai liceali bovalinesi e donato sia al sindaco che alle autorità militari presenti.
La cerimonia in onore delle Forze Armate è stata inoltre scandita dal saluto del primo cittadino bovalinese, che ha messo in collegamento la situazione di allora con quella geopolitica attuale:
«È con enorme piacere e con orgoglio che unitamente all’Amministrazione comunale e al Consiglio comunale vi accogliamo dinnanzi al monumento che è stato eretto a ricordo dei caduti nelle guerre e in questo luogo che è impregnato di ricordo e memoria. Il mio primo pensiero va alle Forze Armate e alle associazioni delle forze armate in pensione che rappresentano tutti coloro che hanno lottato per la libertà, per la pace e per la nostra Unità d’Italia. Voi rappresentate i custodi dei valori imprescindibili del vivere civile, della legalità e della giustizia sociale che spesso sono messi a repentaglio da un dilagante sovranismo arrogante, incapace di esprimere tolleranza, solidarietà e riconoscimento dei diritti altrui. Ancora, per noi rappresentanti istituzionali il ricordo di questa Festa e di giornate simili devono essere di esempio per il nostro agire: vanno bene le contrapposizioni di idee e di ideologie ma non bisogna mai superare il limite imposto dal rispetto umano e sociale che illumina il progresso di una comunità. A voi giovani, personalmente mi rivolgo sempre con grande vicinanza di affetto e di considerazione: siete l’asse portante di un’umanità che altrimenti presto non sarà in grado di riconosce più la propria storia e la necessità di stare insieme. Per questo vi dico di non delegare agli altri ciò che dovete fare voi. Partecipate alla vita di comunità, non disinteressatevi di ciò che vi circonda perché dovete essere protagonisti nella vostra vita e nella società. Quanto ho detto sin ora è l’insegnamento che ci ha consegnato chi ha lottato per la nascita della Nazione e la costruzione del popolo italiano sacrificando la vita per gli ideali di libertà e pace. Nella sostanza potremmo dire gli insegnamenti di giovani e cittadini che non si sono disinteressati di quanto accadeva attorno a loro! È imprescindibile stringersi attorno a questa Festa nella giornata di oggi e proiettare i suoi valori a ciò che sta succedendo in Europa e nel mondo intero. Bambini uccisi con il pretesto di appartenere a un popolo di terroristi, aggressioni ad altri stati scatenate esclusivamente per la voglia di ampliare la propria egemonia politica e militare. Uso indiscriminato delle armi al fine di mostrare la propria forza. A tutto ciò oggi dobbiamo dire basta, altrimenti il sacrificio e la memoria di questa Festa saranno solo un rituale simbolico senza insegnamenti!»
Dopo il suo saluto, il sindaco Maesano ha letto il consueto messaggio che il Presidente della Repubblica invia al Ministro della Difesa, il quale a sua volta lo rivolge alle Forze Armate italiane; quindi, dopo la lettura dei nomi dei caduti bovalinesi, la cerimonia si è conclusa con la lettura dellaPreghiera della Pacee l’esecuzione dell’inno nazionale da parte degli alunni della scuola media.




