Costume e SocietàLetteratura

La richiesta di Zaleuco

La legge è uguale per tutti

Di Giuseppe Pellegrino

«Sappi, Gorgia, che Locri non è molto grande, ma la sua espansione è continua – proseguì Zaleuco. – Il commercio del legname e della pece rende molto e così è difficile, anche per chi vi abitata, sapere tutto di tutti. Di questa storia, solo da qualche giorno io ne sono a conoscenza».
Gorgia guardava allibito per le nuove e chiese: «Dove si trovano le donne, ora?»
«Dammi tempo, Gorgia, e ti racconterò tutto. Ma è necessario che tu capisca i passaggi, poiché così capirai la mia richiesta» rispose senza rispondere Zaleuco. Poi continuò: «L’unione con Nefele divenne nel tempo sempre più intensa. Tanto che ormai confidava alle donne tutti i suoi segreti. Dei suoi rapporti commerciali. Del fatto che oramai si faceva pagare per i commerci del leganame e della pece che comprava e rivendeva a caro prezzo fuori di Locri, con moneta. Arrivò addirittura a nascondere presso la casa data a Lisippa e Nefele le casse con le monete. Confidò alle due donne che aveva un grande progetto per Locri, che doveva espandersi sul tirreno fino ad Hipponion e anche alle colonne di Ercole e sullo Jonio fino a Crotone e, forse, anche Taranto. Lisippa sostiene che non vi era animosità contro la magistratura Locrese e le sue leggi in Ilone. Sapeva che condivideva il progetto con Tissaferme e Tirso. Ma quale fosse il pensiero di questi, Lisippa ignorava, poiché li conosceva appena di vista».
Gorgia notò che nell’ultima frase mancava Nefele come riferimento, ma continuò ad ascoltare in silenzio.
«Un giorno Nefele, gonfia di gioia – continuo Zaleuco – disse a Ilone che era incinta. Grande l’emozione di tuo fratello, che dal quel giorno curò di più la sua presenza. Non so se per proteggere le donne o il bambino, o perché sulle sue aspirazioni politiche che condivideva con Tissaferne e Tirso vi erano dei contrasti. Certo è che ritenne utile togliere le cassette di monete dalla casa delle due donne e portarle in luogo ignoto anche a loro. Poi Ilone venne trovato morto e della incursione per punire i Siculi sai tutto, Gorgia. Quello che non sai è che Tissaferne, ebbro di gloria e di onnipotenza al ritorno della guerra, sapendo di Nefele andò a chiedere delle monete. Torturò la poveretta, che non voleva e, soprattutto, non sapeva dire niente. Lisippa di nascosto osservò la scena e capì che era inutile cercare di salvare la figlia. Scappò e in qualche modo si rifugiò a Kramazia, aiutata da un suo antico amante. Quì ha trovato il suo rifugio Agesilao e la donna mi ha raccontato la sua storia. Ora è nascosta a casa mia sotto le cure di Imena. Anche il bambino sta bene. Sai, Nefele lo ha chiamato Ilone».
Qui il magistrato si fermò. Gorgia colse il momento per domandare: «Tu credi che Tissaferne abbia ucciso Ilone di persona?»
«Non so – rispose il magistrato – ma Strabone, che è esperto nell’arte di cusarsi degli altri, sostiene che Ilone non è stato ucciso con una lama, ma strangolato con un laccio da un uomo molto forte. Poi è stato portato ad Aretusa e qui colpito con numerosi fendenti. Il medico dice di poter sostenere ciò perché le ferite non hanno sanguinato, o hanno sanguinato poco. Le tracce intorno al collo hanno sangue che è fuoriuscito. Ha dedotto che la lama ha attraversato il corpo di Ilone solo quando l’umore vitale era rappreso e quindi non usciva dalla vene e che ciò era stato fatto per occultare le vere ragioni della morte di Ilone. Chi ha ucciso Ilone voleva far credere che sia avvenuto in una imboscata e lontano dalla polis».
Gorgia divenne triste. Era contento della poca gioia goduta dal fratello, ma la descrizione della morte orrenda gli faceva salire pian piano il sangue agli occhi.Ora capiva perché Zaleuco voleva il silenzio, ora capiva quanto era meritata la fama del magistrato. Voleva chiedere del bambino subito, ma invece domandò al magistrato: «Tu cosa vuoi da me ?»
«Talete, Gorgia. Voglio parlare con Talete» disse risoluto Zaleuco. E con lo stesso tono continuò: «Voglio sapere perché Talete ha consegnato il cofanetto, forse pieno d monete, a Tissaferne e da quanto tempo ciò avveniva. Poi si vedrà il da farsi».
«E di Tissaferne, al momento, che ne farai, magistrato?» chiese Gorgia, la cui ira montava man mano che più si rendeva conto dei fatti.
«E sotto custodia di Agesilao, Gorgia – rispose Zaleuco sempre con lo stesso tono deciso. – Ti prometto che solo per quello che ha fatto vi sono ragioni per fargli conoscere il re dell’Ade. Ma io voglio salvare prima Locri e poi la tua vendetta. Voglio Talete» concluse netto.
«Io posso portarti a Talete, Pastore. Ma tu devi promettermi che il comandante della nave non avrà nocumento e poi potrà prendere il largo. Talete era uomo di fiducia di Ilone, ma anche mio e amico di Siracusa. Io voglio la verità sulla morte di Ilone, ma non al punto di sacrificare gli interessi di Siracusa».
«Va bene Gorgia, se Talete non ha compiuto direttamente delitti contro Locri, potrà prendere il largo»  di rimando rispose il Magistrato.

Redazione

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