Costume e Società

Il Natale del Cuore a Cropani: musica e solidarietà nelle strutture di Don Alfonso Velonà

Dall’Ufficio Stampa

Le feste come occasione di vicinanza, la musica come terapia contro la solitudine. È questo il senso dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Cropani, che nei giorni scorsi ha fatto tappa nelle strutture d’accoglienza dirette da Don Alfonso Velonà. Un viaggio tra note e sorrisi che ha trasformato il Natale in un momento di autentica umanità per gli anziani e i giovani con fragilità del territorio.
Il cuore dell’evento è stata l’esibizione musicale curata dal Professor Michele Ligarò, dal chitarrista Ezio Froio e dal bassista Antonio Caligiuri, con la partecipazione di Milena Mancuso. Il repertorio, spaziando dai classici della tradizione come Calabrisella e Tu scendi dalle stelle a successi intramontabili come Rose Rosse e Romagna mia, ha saputo risvegliare ricordi profondi negli ospiti. “La musica ha riempito l’atmosfera di note nostalgiche, facendo rivivere emozioni sepolte nel tempo” commentano gli organizzatori della Pro Loco, guidata dal presidente Angelo Grano.
L’iniziativa non è stata solo musicale. Grazie all’impegno di volontari come Luana Guzzetti, Tommaso Guatieri e Gino Aras, e alla presenza del giornalista Luigi Stanizzi, la Pro Loco ha promosso anche una speciale Lista dei Desideri: un progetto volto a esaudire i piccoli sogni degli anziani più soli, per farli sentire parte integrante di una grande famiglia.
Le strutture coinvolte rappresentano un pilastro fondamentale per il welfare locale. Dalla Casa Protetta Mons. Stanizzi alla RSA Sant’Anna, fino ai centri per disabili e per donne in difficoltà, l’opera di Don Alfonso Velonà garantisce assistenza e dignità a chi altrimenti rimarrebbe ai margini.
«Il Natale è l’amore di Dio che si incarna, e noi dobbiamo trasmetterlo con le opere di bene» ha dichiarato il sacerdote, che ha arricchito il calendario delle festività con zampognari, pasti solidali e la distribuzione delle tradizionali crispelle.
Oltre al valore umano, i famigliari degli ospiti hanno sottolineato l’importanza logistica e sanitaria di questi centri: «Senza Don Alfonso, i nostri cari sarebbero lontani, in strutture distanti dai loro paesi d’origine». Non meno importante è l’aspetto occupazionale: in un’area segnata dalla carenza di lavoro, queste strutture rappresentano una realtà economica solida che sostiene decine di famiglie di dipendenti e operatori.
L’iniziativa si è conclusa con una riflessione rivolta al mondo della politica e delle istituzioni. Visitare queste realtà – fatte di sofferenza ma anche di immensa dedizione – è necessario per comprendere il valore di chi, tra mille difficoltà burocratiche ed economiche, mette al centro la persona.
Mentre le note dell’ultimo canto sfumavano accanto al presepe, il messaggio rimasto nel cuore di tutti è stato chiaro: la vera festa è quella che si condivide con chi è più solo.

Redazione

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