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Crati fuori dagli argini, Cassano All’Ionio in ginocchio

Il Comune di Cassano all’Ionio affronta ore drammatiche dopo la violenta ondata di maltempo che il 13 febbraio ha colpito la Valle del Crati. L’esondazione del Fiume Crati ha determinato infatti una situazione di emergenza che resta, a oggi, critica e in costante evoluzione, complice il persistere delle precipitazioni e la fragilità idraulica del territorio.
Il livello del fiume ha raggiunto i 5,49 metri, superando gli argini naturali nel tratto compreso tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio, provocando l’allagamento delle aree golenali su entrambe le sponde. Le contrade di Lattughelle, Piano Scafo e Casa Bianca, nell’area dei Laghi di Sibari, risultano tra le più colpite, insieme all’area archeologica di Sibari.
La prima ricognizione condotta con la Protezione Civile regionale e il Consorzio di Bonifica ha accertato almeno tre rotture arginali in contrada Lattughelle e una in contrada Casone, nei pressi dei Laghi di Sibari. Criticità rilevanti sono state riscontrate anche alla foce del Crati, in parte ostruita, aggravando il deflusso delle acque.
L’amministrazione guidata dal sindaco Gianpaolo Iacobini aveva già attivato nei giorni scorsi il Centro Operativo Comunale sulla base dei bollettini diramati dal Dipartimento regionale di Protezione Civile, nel tentativo di fronteggiare una situazione che si annunciava complessa. L’esondazione ha tuttavia causato danni ingenti a persone, abitazioni e infrastrutture agricole, rendendo necessarie evacuazioni preventive a tutela della pubblica incolumità.
Alla luce della gravità degli eventi, la Giunta comunale ha deliberato un atto di indirizzo per richiedere l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza, così da consentire interventi straordinari, l’attivazione di poteri speciali e il reperimento delle risorse indispensabili alla messa in sicurezza delle aree colpite. Nel frattempo, la Regione Calabria ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e lo stato di calamità in agricoltura su proposta del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, riconoscendo l’eccezionalità dell’evento e il pesante impatto sul tessuto produttivo.
A quattro giorni dall’esondazione, il quadro resta allarmante. Circa 190 persone non hanno ancora potuto fare rientro nelle proprie abitazioni. Tra queste, una sessantina di famiglie risiedono nelle zone di Lattughelle e nel complesso dei Laghi di Sibari, dove in alcuni punti l’acqua raggiunge ancora i 60-70 centimetri. Gli sfollati sono ospitati in strutture ricettive messe a disposizione dal Comune, mentre l’emergenza abitativa si protrae senza certezze sui tempi di rientro.
Il sindaco Iacobini ha emesso una nuova ordinanza di evacuazione preventiva per le aree più esposte, in particolare Lattughelle e Piano Scafo, a causa dell’attesa di una nuova perturbazione e di un’ulteriore ondata di piena del Crati. Le squadre tecniche sono al lavoro con ruspe e mezzi meccanici per tentare di riparare le rotture arginali e ripristinare i tratti compromessi, inclusi segmenti della statale 106 raddoppiata. È stato inoltre attivato un servizio di controllo delle forze dell’ordine per prevenire episodi di sciacallaggio nelle zone evacuate.
Il settore agricolo paga un prezzo altissimo. Nell’area compresa tra Cassano e Corigliano-Rossano risultano ancora sommersi circa 900 ettari di terreno, con danni incalcolabili alle colture di agrumi e cereali. Una ferita profonda per un’economia già fragile, ora messa ulteriormente a dura prova dall’alluvione.
Anche il patrimonio storico non è rimasto indenne. Nel Parco Archeologico di Sibari l’area di Casa Bianca è stata invasa dall’acqua e si è reso necessario l’intervento di idrovore per il drenaggio. Un simbolo della storia magnogreca che oggi si trova a fare i conti con l’ennesima emergenza ambientale.
Il Comune ha trasmesso la deliberazione di richiesta dello stato di emergenza alle autorità competenti a livello regionale e nazionale, sollecitando un supporto istituzionale ed economico adeguato. L’obiettivo dichiarato è ripristinare al più presto le condizioni di sicurezza, assistere la popolazione colpita e avviare le procedure di ristoro per cittadini e imprese.
Intanto, il territorio resta sotto osservazione costante. Cassano All’Ionio vive sospesa tra la gestione dell’emergenza e l’attesa di interventi strutturali che possano finalmente mettere in sicurezza un’area troppo spesso esposta alla furia del Crati.

Francesca Sabatini

Giornalista d’assalto e senza peli sulla lingua, Francesca sarebbe disposta davvero a tutto pur di raccontare la verità. La sua esperienza nel settore dell’audiovisivo ne fa una professionista a tutto tondo, ma è nell’elaborazione dei testi che la Sabatini dà il meglio di sé. Mente brillante al servizio di un territorio che intende “rovesciare come un calzino”, non c’è stenografo che possa tenerle testa o opinionista da salotto che possa leggere le sfumature della realtà politica locale come lei ci ha abituato a fare. Il suo sogno? Essere la prima a raccontare l’incontro con una civiltà aliena.

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