Bovalino il 1º agosto celebra le donne e gli uomini che hanno fatto la storia della comunità

DallaPresidenza del Consiglio Comunale di Bovalino
Torna ilFestival della Memoria e dell’Identità Bovalinese, l’appuntamento dedicato a quanti hanno contribuito, con il proprio esempio e il proprio impegno, a costruire il patrimonio umano, civile e culturale di Bovalino. L’edizione 2026 si svolgeràsabato 1° agosto, inPiazza Ruffo, alle ore 21, che per una sera diventerà il luogo simbolo della memoria collettiva della comunità.
Il Festival nasce con l’obiettivo di custodire e tramandare l’identità del paese attraverso il ricordo di donne e uomini che hanno lasciato un segno nella storia di Bovalino.
Un’iniziativa che invita la comunità a ritrovarsi, riconoscersi e rendere omaggio a chi ha saputo interpretare, nei diversi ambiti della vita pubblica e privata, i valori della solidarietà, del servizio, della cultura e dell’impegno civile.
Quest’anno il Festival renderà omaggio adAntonio Zappia, figura storica dell’impegno sociale e politico della frazione Bosco. Il suo instancabile servizio alla comunità, vissuto con discrezione e determinazione nonostante le difficoltà motorie, rappresenta ancora oggi un esempio di partecipazione e responsabilità civile.
Sarà ricordata ancheEnza Caruso, ostetrica che ha accompagnato alla nascita intere generazioni di bovalinesi, quando il parto avveniva ancora nelle abitazioni e la sua presenza rappresentava un presidio di umanità, competenza e speranza per tante famiglie.
Da Bovalino Superiore arriva invece il ricordo diFrancesco Clemente, autentico custode delle tradizioni dell’antico borgo e instancabile promotore delle iniziative dedicate alla sua valorizzazione. Particolarmente significativo il suo impegno nel portare avanti il Monumentale Presepe Elettromeccanizzato, simbolo di una tradizione che continua a coinvolgere nuove generazioni.
Tra le personalità ricordate figura ancheFrancesco Garreffa, insegnante e scrittore che ha rappresentato un importante punto di riferimento educativo e umano per tanti giovani bovalinesi. Accanto all’attività didattica, ha saputo trasmettere valori, consigli e attenzione verso gli studenti, andando oltre il ruolo tradizionale dell’insegnante.
Il Festival renderà inoltre omaggio aCosimo Meleca, figura profondamente radicata nella memoria collettiva della comunità bovalinese, il cui nome continua a evocare spontaneamente ricordi, esperienze condivise e una presenza autentica nella vita del paese.
Nel corso della serata sarà conferito anche ilPremioMimmo Agostini alla Cultura, assegnato per l’edizione 2026 aPeppe Platani, quale riconoscimento per il suo contributo alla valorizzazione della cultura, della musica e dell’identità del territorio.
L’individuazione delle personalità da ricordare è stata affidata a una commissione composta daFilippo Musitano, presidente,Virginia Guerrisi, Francesco Signati, Donatella AutelitanoeAngela Tallura, che ha selezionato le figure premiate per il loro significativo contributo alla crescita sociale, culturale e civile della comunità bovalinese.
Il Festival della Memoria e dell’identità Bovalinese si conferma così un momento di incontro tra passato e futuro, un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria come fondamento dell’identità collettiva.
«Ricordare chi ha servito la nostra comunità con dedizione significa custodire la nostra identità e offrire alle nuove generazioni esempi autentici di impegno e responsabilità– dichiara ilSindaco di Bovalino, Avv. Vincenzo Maesano-. II Festival è un patrimonio di tutta la città e rappresenta un’occasione per ritrovarci come comunità, nel segno della gratitudine e della memoria.»
L’appuntamento è persabato 1º agosto, inPiazza Ruffo, dove Bovalino si ritroverà per celebrare le persone che, con la loro vita e il loro esempio, hanno contribuito a renderla una comunità più forte e consapevole delle proprie radici. Il racconto sarà impreziosito dalle riflessioni del Cantastorie Nino Racco che, attraverso i suoi interventi, congiungerà il racconto dei singoli con quello collettivo.




